Libri di Cur Leone De Castris
Bibliografia di Cur Leone De Castris: tutti i libri in vendita online editi da De Rosa Storia dell’arte e stili artistici: dal 1600 al 1800
Capolavori dai Musei Vaticani a Donnaregina. Poussin a Napoli. Catalogo della mostra (Napoli, 16 dicembre 2019-16 marzo 2020) Leone De Castris P. (Cur.) - De Rosa, 2021
Volume realizzato in occasione dell'esposizione al Museo Museo Diocesano di Napoli della grande pala, prestata dai Musei Vaticani, "Il martirio di sant'Erasmo" di Nicolas Poussin. Il dipinto, che un tempo ornava uno degli altari della Basilica Vaticana, è un potente racconto agiografico immortalato dal pennello di uno dei più grandi artisti francesi che tanta influenza ha avuto sull'arte napoletana del Seicento. E proprio il rapporto del pittore con la città di Napoli viene messo in evidenza nel volume, ricercandone l'influsso e i punti di contatto con la cultura artistica partenopea. A conclusione un'ampia bibliografia.
Capolavori del '600 napoletano a Donnaregina. La collezione della Fondazione De Vito. Catalogo della mostra (Napoli, 30 ottobre 2024-28 febbraio 2025). Ediz. a colori Leone De Castris P. (Cur.) Bastogi N. (Cur.) - De Rosa, 2025 - Senza Collana
La mostra si propone di esporre per la prima volta in Italia la raccolta di Giuseppe de Vito (Portici 1924 - Firenze 2015), grande collezionista e studioso di pittura napoletana del Seicento, attualmente conservate nella Villa di Olmo a Vaglia, presso Firenze, sede della Fondazione Giuseppe e Margaret de Vito per la storia dell'arte moderna a Napoli, da lui costituita nel 2011 con lo scopo di promuovere gli studi su questo periodo artistico. Già esposti nel 2023 nei musei francesi di Aix-en-Provence e di Lione, i dipinti della mostra odierna, curata da Pierluigi Leone de Castris e da Nadia Bastogi, propongono uno straordinario percorso cronologico e tematico nel secolo d'oro della pittura napoletana attraverso opere significative dei maggiori artisti, dagli esordi del naturalismo caravaggesco alla svolta barocca della seconda metà del secolo, in una sorta di colloquio ideale coi dipinti del Seicento napoletano presenti nel museo e nella chiesa di Donnaregina.
Artemisia Gentileschi tra Roma, Firenze e Napoli Leone De Castris P. (Cur.) - De Rosa, 2023 - Senza Collana
Quello di Artemisia Gentileschi (Roma 1593-Napoli post 1654) è oggi un nome di grande richiamo, e molto numerose sono state, specie negli ultimi due decenni, le mostre monografiche a lei dedicate in tutto il mondo, da Firenze (1991) a Roma, New York e Saint-Louis (2001) e da Milano (2011), Parigi (2012) e Roma (2016) sino a Londra (2020). Difficile è discernere quanto di questo crescente successo si debba alla sua avvincente vicenda umana e biografica, alla sua rara figura di donna pittrice, alla nota vicenda dello stupro subìto dall'altro pittore Agostino Tassi, al mito femminista di "donna forte" e all'interpretazione delle sue crude versioni del soggetto di Giuditta che taglia la testa ad Olofene come proiezioni del suo desiderio di rivalsa e di vendetta, e quanto si debba invece all'effettiva e ormai riconosciuta grandezza della sua arte. Certo è che Artemisia, figlia del celebre artista pisano Orazio Lomi Gentileschi, già nel 1610 forniva a Roma le prime prove del suo talento e della sua peculiare interpretazione del naturalismo di Caravaggio e del suo stesso padre Orazio.