Libri di Guido Lopez
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Finché c'è carta e inchiostri c'è speranza. Dalle leggi razziali al dopoguerra: memorie di uno scrittore ebreo Lopez Guido Lopez F. (Cur.) - Mursia, 2019 - Interventi
«A metà notte mi sveglia il campanello della prigione. Passi decisi di scarponi. Sono loro... Dio, Dio, che ho fatto per meritarmi questo...». «Finché c'è carta e inchiostri c'è speranza, si fa quel che si può»: era il 1942 quando Guido Lopez, giovane ebreo rocambolescamente assunto alla casa editrice Sonzogno come impiegato annotava sul suo diario questa frase che sarebbe diventata la filosofia di una vita tutta dedicata alla cultura e al giornalismo. Dalle pagine dei suoi diari un racconto a tutto tondo della vita di un ebreo nell'Italia fascista, dalle persecuzioni razziali all'espatrio in Svizzera per sfuggire alla deportazione e poi il rientro in un Paese distrutto ma affamato di cultura. Lopez ci consegna uno spaccato inedito del mondo culturale ed editoriale del dopoguerra, ricco di aneddoti e ritratti di protagonisti della scena letteraria del Novecento, da Mann a Vittorini, da Hemingway a Bettiza, da Primo Levi a Dino Buzzati. E poi gli anni Sessanta, il mondo frizzante della pubblicità e delle P.R., dove Lopez passato alla JWT, agenzia pubblicitaria internazionale, immette il sale del suo brodo culturale nel gran minestrone della comunicazione. Un diario dove risuona lo stile inconfondibile, rigoroso, ironico, a tratti tagliente e sempre originale di un testimone straordinario della nostra storia. Con inserto fotografico
Festa di nozze per Ludovico il Moro López Guido - Mursia, 2008 - Milano In Mano
Guido Lopez e Ludovico il Moro: una "strana coppia" che ha dato vita - uno come autore, l'altro come protagonista - a una vivida e fastosa narrazione riguardante il burrascoso matrimonio dell'ultimo autentico duca di Milano con Beatrice d'Este. Lopez, milanese di nascita ma toscano di famiglia, si è imbattuto nei bucintori di Beatrice e di Isabella in viaggio sul Po nell'aprile del 1961, quando ha preso a curiosare sugli aspetti e sulla vita della sua città. Da allora gli era rimasta la voglia di saperne di più su quel viaggio avventuroso e su quelle feste; e tanto ha fatto, da venirne a capo, tra giostre e pettegolezzi d'alto rango.