Libri di Vladimir Majakovskij
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- 9788878773844 Poesie per bambini
Mistero buffo. Testo russo a fronte Majakovskij Vladimir - Eir, 2014 - Asce
Mistero buffo (commedia scritta, pubblicata e rappresentata per la prima volta nel 1918 e poi rielaborata verso la fine del 1920) mette uno di fronte all'altro due gruppi emblematici di personaggi: "sette coppie di puri" e "sette coppie di impuri". Gli "impuri", o "sporchi", e i "puri", o "puliti", incarnano i rappresentanti del proletariato e i loro nemici. Travolti da un nuovo diluvio universale, gli "impuri" si ribellano ai "puri", visitano l'inferno e il paradiso "celeste", passando oltre il purgatorio, e alla fine sbarcano nella "terra promessa". Una specie di nuova terra, che però in Majakovskij è la stessa di prima, solo trasfigurata dal socialismo: e per i lavoratori il vero paradiso non può che essere terrestre. Vibra nella commedia quella profonda, insopprimibile "fedeltà alla terra", alla "terra degli uomini", che ci viene incontro dai migliori testi majakovskiani. E, a ben guardare, proprio ad essa si ricollega l'invito finale ai posteri a riattualizzare il contenuto, a ritoccare e rielaborare la commedia. "Mistero buffo" voleva essere, e restare, una specie di fecondo work in progress, o piuttosto un'opera aperta, che Majakovskij si illudeva potesse (e dovesse) farsi parte viva, pulsante del nuovo universo culturale delle masse popolari sovietiche. Introduzione di Remo Faccani.
Majakovskij, dimenticato e sconosciuto. Messaggi ai posteri selezionati e condivisi da Dario Fo Majakovskij Vladimir Fo Dario Bandettini A. (Cur.) - Eir, 2013 - Asce
Se non avesse esasperato tutto non sarebbe stato un poeta. Sentiva e viveva con forza iperbolica: amore, devozione, amicizia, scrisse Lilija Brik di Vladimir Majakovskij. "Sono stato ferito / per sempre / dall'amore / e mi trascino a stento. / Per me l'amore / non si misura", scrive il poeta nella Lettera al compagno Kostrov da Parigi sulla sostanza dell'amore, la prima poesia di questa raccolta esasperata in cui la prosa di Dario Fo e i versi del grande poeta russo si intrecciano a comporre un'unica musica - o forse a darne l'iperbolica apparenza, quasi che la poesia e il teatro tornassero ad incontrarsi, dopo essere stati a lungo in reciproco esilio. La scelta e i brani di Dario Fo non risultano infatti estrinseci al fluire della poesia majakovskiana e ne disvelano tutta la potenza, la sensualità, la carica surrealista. "Majakovskij dimenticato e sconosciuto. Messaggi ai posteri" è così ben più di un'antologia o di un viaggio nell'opera di Majakovskij, e conferma la capacità creatrice di senso e di bellezza del commento, della traduzione e della rilettura quando sanno proporsi, come in questo caso, con fedeltà e insieme senza indugi e timori di fronte all'opera di uno dei più grandi poeti di ogni tempo.