Libri di Mario Mancini
Bibliografia di Mario Mancini: tutti i libri in vendita online editi da Carocci Letteratura: storia e critica
Lo spirito della Provenza. Da Guglielmo IX a Pound Mancini Mario - Carocci, 2004 - Biblioteca Medievale. Saggi
"Culto delle emozioni", la poesia dei trovatori. Affidandosi a questo giudizio di Pound, scintillante come un emblema, e alle intuizioni di Heine, i saggi di questo volume ripercorrono alcuni momenti decisivi della esoterica e fascinosa parabola dell'amore cortese: la spavalderia aristocratica e giullaresca di Guglielmo IX, l'"amore di lontano" di Jaufre Rudel, avvolto in una appassionata, romantica desolazione, la ripresa dei temi della fin'amor, in un dialogo differenziato, selettivo, originalissimo, da parte del più grande dei Siciliani, Giacomo da Lentini. Grande spazio viene poi dato al romanzo provenzale di Piamenca (1250 ca.), immerso in una letterarietà esibita e festosa, che ispira e sostanzia l'intensità vitale dei personaggi.
Stilistica filosofica. Spitzer, Auerbach, Contini Mancini Mario - Carocci, 2015 - Lingue E Letterature Carocci
Nel campo degli studi letterari la stilistica, come una modalità di interpretazione che muovendo dal "particolare", dall'immediatezza del fenomeno, vede insieme "lettera" e "spirito", "testo" e "mondo", è tornata al centro dell'interesse. Il volume ripercorre l'opera di alcuni tra i maggiori critici del Novecento - Leo Spitzer, Ernst Robert Curtius, Erich Auerbach, Gianfranco Contini - mettendone in rilievo la forte componente filosofica. Vengono coinvolti poi, proprio in rapporto alla "forma", ai problemi dello stile, al "leggere tra le righe", filosofi come Hegel e Leo Strauss, e i romanzi di Thomas Bernhard, dove, attraverso il libro, strumento privilegiato di iniziazione, "si mercanteggia con il caos". Alle radici della critica stilistica, e in tutti questi autori, c'è la consapevolezza che leggere un testo è un'esperienza, un'"esperienza vitale": "Ciò che noi in un'opera comprendiamo e amiamo è l'esistenza di un uomo, una possibilità di noi stessi" (Auerbach).