Libri di Roberto Mantovani

Bibliografia di Roberto Mantovani: tutti i libri in vendita online editi da Alpine Studio Viaggi e vacanze

LIBRO   9788899340346

La conquista degli 8000. Una splendida follia Mantovani Roberto   -  Alpine Studio, 2017  - 

Dopo decenni di audaci tentativi, dal 1950 al 1964 si consuma una vicenda che ai non alpinisti può sembrare ancora oggi una follia: la corsa alla conquista delle quattordici montagne più alte della Terra. I quattordici Ottomila. Fino a quel momento l'epopea dell'avventura esplorativa si era sempre rivolta a mete differenti, come le ultime terre emerse ancora sconosciute, le sorgenti dei grandi fiumi, il Polo Sud e il Polo Nord, ma mai aveva preso di mira obiettivi seriali. Negli anni che seguono la Seconda guerra mondiale, la battaglia dell'Everest si allarga a tutte le montagne più elevate del mondo. A raccontarla oggi sembra impossibile, ma a partire dagli anni 50 del secolo passato la corsa agli Ottomila si trasforma in una strana competizione tra le grandi potenze. Ognuna di queste ha infatti la sua montagna di riferimento: i francesi decidono per l'Annapurna; i tedeschi hanno in mente il Nanga Parbat, su cui nei decenni precedenti hanno perso 31 uomini; i britannici, che corteggiano l'Everest dal 1921, ne calcano la cima nel 1953; gli italiani la spuntano per primi sul K2 nel 1954. Poi la palla torna definitivamente in mano agli alpinisti, che impiegano però anni a liberarsi dai modelli gerarchici e autoritari che caratterizzano le prime spedizioni himalayane. Ripercorrendo la storia dei quattordici anni che hanno segnato in profondità l'himalaysmo, l'autore propone una lettura degli eventi che, accanto ai fatti alpinistici, affianca analisi e contesti utili per allargare la comprensione...

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DETTAGLI
LIBRO   9788896822722

La scoperta dell'alta quota Mantovani Roberto   -  Alpine Studio, 2014  - 

Fino ai primi anni '20 del XX secolo, delle alte quote del pianeta si sapeva pochissimo. Al tempo delle prime spedizioni ai giganti himalayani si poteva far conto solo sulle esperienze dei pionieri che si erano cimentati con palloni aerostatici e dirigibili. Sarà solo nel corso della sfida agli 8000 che l'uomo comincerà a conoscere il misterioso mondo delle altezze. Per decenni si pensava che la vetta dell'Everest non fosse praticabile senza l'uso di bombole d'ossigeno. Ma già nel 1924 Norton e Somervell erano saliti fino a quota 8600 senza respiratori. Infine, nel 1978 Messner e Habeler smentirono le previsioni degli scienziati salendo sulla vetta più alta del mondo senza ossigeno artificiale. Dopo Reinhold Messner, che per primo ha completato la salita di tutti i 14 Ottomila senza ossigeno, oggi altri 12 scalatori possono vantare il primato della scalata senza ossigeno delle cime più elevate del globo. Attualmente, del mondo delle alte quote si sa molto di più che in passato, e molti misteri sono stati chiariti. Ma è stato un cammino lungo e tutt'altro che facile, che ha conosciuto grandi pagine d'avventura. Questa è la storia di un mito (l'alta quota) che divorava uomini, ma anche dei personaggi e delle imprese che queste barriere a suo tempo invalicabili le ha vinte e abbattute, entrando nel mito e nella leggenda dell'alpinismo mondiale.

€ 14.00
LIBRO   9788899340056

La conquista degli 8000. Una splendida follia Mantovani Roberto   -  Alpine Studio, 2015  -  Oltre Confine

Dopo decenni di audaci tentativi, dal 1950 al 1964 si consuma una vicenda che ai non alpinisti può sembrare ancora oggi una follia: la corsa alla conquista delle quattordici montagne più alte della Terra. I quattordici Ottomila. Fino a quel momento l'epopea dell'avventura esplorativa si era sempre rivolta a mete differenti, come le ultime terre emerse ancora sconosciute, le sorgenti dei grandi fiumi, il Polo Sud e il Polo Nord, ma mai aveva preso di mira obiettivi seriali. Negli anni che seguono la Seconda guerra mondiale, la battaglia dell'Everest si allarga a tutte le montagne più elevate del mondo. A raccontarla oggi sembra impossibile, ma a partire dagli anni 50 del secolo passato la corsa agli Ottomila si trasforma in una strana competizione tra le grandi potenze. Ognuna di queste ha infatti la sua montagna di riferimento: i francesi decidono per l'Annapurna; i tedeschi hanno in mente il Nanga Parbat, su cui nei decenni precedenti hanno perso 31 uomini; i britannici, che corteggiano l'Everest dal 1921, ne calcano la cima nel 1953; gli italiani la spuntano per primi sul K2 nel 1954. Poi la palla torna definitivamente in mano agli alpinisti, che impiegano però anni a liberarsi dai modelli gerarchici e autoritari che caratterizzano le prime spedizioni himalayane. Ripercorrendo la storia dei quattordici anni che hanno segnato in profondità l'himalaysmo, l'autore propone una lettura degli eventi che, accanto ai fatti alpinistici, affianca analisi e contesti utili per allargare la comprensione...

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