Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Le parole lo sanno Franzoso Marco - Mondadori, 2020 - Scrittori Italiani E Stranieri
Alberto scopre di avere un male incurabile: invece di condividere l'inquietudine con chi lo circonda si procura un bastone e degli occhiali da cieco e si rifugia in un luogo già remoto, al riparo anche da se stesso. Entra in un parco, si siede su una panchina. Qui trova, forse per la prima volta, lo stupore di essere vivo. Accanto a lui si siede una giovane donna, Flavia. Si parlano. Flavia si racconta e si confessa. Ha un bambino, e un marito ossessivamente geloso. Nasce qualcosa di semplice, inatteso, che sembra parlare con la voce profonda del destino. L'intesa, il desiderio di ritrovarsi, l'attrazione: l'amore insomma, che nessuno dei due cercava e che li sorprende senza difese. Alberto è sempre più coinvolto in quelle confessioni di violenza subita e, non avendo nulla da perdere, entra nella vita di Flavia come la provvidenza. Tuttavia se il suo drastico intervento abbia liberato o condannato all'infelicità la donna che ama non è dato sapere. Perché Flavia, com'è arrivata, un giorno come un altro scompare per sempre. Ad Alberto non resta che scrivere: affidare a un diario il racconto di ciò che è accaduto, ormai sicuro che "le parole sanno sempre dove andare" e che quindi, in un modo a lui ancora sconosciuto, prima o poi arriveranno a Flavia. È questo il destino delle parole e il destino di ogni racconto che dicono l'amore, liberi entrambi dalla vuota comunicazione a tutti i costi che è dei tempi nostri. Siamo di fronte a una storia dentro una storia, dentro un'altra storia ancora, in un meccanismo concentrico e tecnicamente perfetto. Una dichiarazione d'amore per la letteratura, perché scrivere - e leggere - realizzano il passaggio del testimone più universale e intimo. D'altra parte, si sa, chi legge ama.
L'innocente Franzoso Marco - Mondadori, 2018 - Scrittori Italiani E Stranieri
Alle volte non è facile stabilire il confine tra colpa e innocenza. Che cosa succede quando il male ci viene inferto da chi dovrebbe difenderci? Chi è colpevole: colui che produce il male coscientemente oppure chi, in buona fede, crea danni e dolore anche maggiori? Il male è tanto più brutale quando si presenta dietro l'alibi del bene, tanto più violento quando è inconsapevole. È l'estate più torrida del secolo. Matteo, un ragazzino di dodici anni orfano di padre e grande appassionato di musica, è seduto in auto al fianco della mamma nel breve viaggio da un paese di campagna alla città vicina, dove sarà interrogato dal Giudice per un presunto abuso subito due anni prima. Un viaggio di formazione, un crescendo emotivo fino all'incontro fondamentale in quella che lui chiama la "Stanza delle parole". Giudice e Psicologa svolgono il loro necessario compito, ma proprio questo forse è alla radice del male che infliggeranno al "minore", come lo chiamano. Minore, appunto. Quasi fosse un dettaglio marginale di una storia tra adulti, in cui lui non è che una voce. Il viaggio di ritorno sarà breve, e segnerà per Matteo il vero spartiacque tra il mondo dell'infanzia e il suo trovarsi troppo presto "grande". Con questo strappo il ragazzo troverà dentro di sé la capacità di reagire e di riconoscere finalmente l'ambivalenza delle parole, come della vita. Scritta in una lingua discreta, in ascolto del vivido mondo interiore di Matteo, "L'innocente" è una storia portatrice di una delicatezza senza pelle, che pone domande, più che azzardare risposte. Un romanzo che tocca uno tra i temi più dolorosi e attuali della contemporaneità, raccontato dal punto di vista di un bambino. Un viaggio che accompagna il lettore dietro al velo fumoso delle parole, con lo stesso stupore con cui l'infanzia scopre il volto della realtà adulta dietro le apparenze.
La madre del mare Franzoso Marco - Mondadori, 2026 - Scrittori Italiani E Stranieri
Quindici anni. Ci sono distanze che sembrano definitive, fatte di silenzi, incomprensioni, parole non dette. E poi c'è il mare, che continua a tornare, con le sue onde basse, a ricordarci da dove veniamo e chi siamo. La madre del mare è un romanzo sulla possibilità fragile di ricominciare, sempre e comunque. Anche quando chi se n'è andata è una madre, che riappare quando non la si aspettava più, come una domanda ancora aperta, e chi è rimasto non sa se vuole una risposta, ormai. A tornare per prima è la voce: "Sono la mamma", dice al telefono, per poi presentarsi in una casa ormai straniera. Una donna nuova, una valigia leggera e mani esperte che sanno piegare la carta in forme nuove e sorprendenti, uccelli, rane, pavoni, che pian piano si appropriano degli spazi, quasi a riportarli in vita. E intanto riaffiorano i racconti: frammenti dell'infanzia, del padre assente, della nonna severa, di un mondo sommerso che solo ora comincia a prendere forma e respiro. Perché raccontare è forse l'unico modo per tornare davvero. E ascoltare è l'unico per restare. Con una scrittura intensa e luminosa, Marco Franzoso ci consegna un romanzo sulla memoria, sul perdono e sulla possibilità di riconciliarsi con ciò che siamo stati, sempre e comunque. Ma soprattutto la storia di una famiglia, imperfetta e ostinata, quasi una sfida, in un'epoca in cui tutto sembra mobile e provvisorio. E ci racconta che non è mai troppo tardi per tornare a casa. E che il mare, da sempre, lo sa. Basta saperlo ascoltare.