Libri di Susanna Mati
Bibliografia di Susanna Mati: tutti i libri in vendita online editi da Moretti Vitali Storia della filosofia occidentale
Filosofia della sensibilità. Per un'estetica come pensiero mitologico Mati Susanna - Moretti & Vitali, 2014 - Narrazioni Della Conoscenza
"Il disastro è all'ordine del giorno nel pensiero filosofico. Accade ogni volta che il pensiero rimuove il sensibile e, con il sensibile, il mitologico, l'immaginativo, l'individuale. Questo libro ci parla di un pensiero che vuole indagare l'ombra che fin dal principio alberga in noi; un pensiero aperto a istanze ultra-filosofiche. Con 'Filosofia della sensibilità' Susanna Mati mette in opera la volontà del pensiero di inoltrarsi nella vita, seguendo 'il tragitto solitario dell'anima'. In tale tragitto la sensibilità è lasciata essere come qualcosa di appropriato in tutti i sensi: precisamente come esito di un ritorno ai sensi. 'Filosofia della sensibilità' manifesta l'idea che il pensiero debba separarsi dai tradizionali linguaggi filosofici. Ma indica altresì che rifondare gli etimi e portare a nuova vita il vocabolario filosofico non è ancora sufficiente. Come non basta opporsi agli imponenti sistemi filosofici e alla loro luce accecante. È esplicita Susanna Mati: 'Occorre un nuovo pensiero patico e immaginativo: una filosofia della sensibilità'. Occorre dire poeticamente quel medesimo che, manifestatosi nella physis, si è poi ritirato nel nascondimento. Grazie al dire della sensibilità, va tracciata una nuova via per prendere la parola, per dare voce al pensiero: aprire un varco, rompere un equilibrio, spezzare una linea, separare per ricongiungere." (dalla postfazione di Flavio Ermini)
La mela d'oro. Mito e destino Mati Susanna - Moretti & Vitali , 2009 - Andar Per Storie
Sono pochi i libri che, come ha detto Kafka, "mordono e pungono". La mela d'oro è un libro di questo tipo, inquieto e inquietante, che interroga con implacabile lucidità le tracce del destino, interrogando le parole con cui esso si è declinato nell'Occidente, nella terra estrema, che è, fin dall'inizio, sempre, sull'orlo del tramonto. Susanna Mati intesse così una storia, che la coinvolge e che ci coinvolge, che chiama a un viaggio che ci porta dal giardino delle Esperidi fino alla "regione piatta", la nostra, del nichilismo, guidati in questo viaggio dall'inesausto riflesso della mela d'oro, che ci segue e ci guida fin nelle caligini di una bassura inerte e apparentemente senza memoria. Infatti, anche quando si è tentati di cedere alla depressione nichilista, "come se fossimo accaduti senza nostra responsabilità", c'è qualcosa che spinge ad andare avanti. A narrare ancora se stessi, "riuscendo così a convincersi della giustezza della propria trama, riconoscendo e assolvendo il proprio fato". Paradossalmente è proprio decidendo e assolvendo il proprio fato nella narrazione, nella fabula, che si è portati oltre il destino stesso. Si è portati a riconoscere che la propria ricerca è dentro "l'inesausta ricerca-ricreazione da parte dell'intera cultura occidentale dell'hypermoron, di quell'impossibile che va al di là del destino".