Libri di Cur Mattioli
Bibliografia di Cur Mattioli: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Ets Storia dell’arte: stili artistici
Wolfgang Laib. Somewhere else Mattioli L. (Cur.) - Edizioni Ets, 2018 - Fuori Collana
Installazione di Wolfgang Laib alla Chiesa della Spina, Pisa, 25 marzo - 5 giugno 2017 Cartella con foglio piegato in 9 parti, ITA-ENG text L'installazione di Laib è costituita da sei barche in cera poste direttamente sul pavimento. Scrive l'artista a proposito di questo suo progetto: "Santa Maria della Spina è un bellissimo spazio, intimo, con proporzioni perfette e pieno di spiritualità. La mia proposta è di porre 4-6 barche in cera d'api sul pavimento. Queste barche sono simbolo di un viaggio, non di un viaggio fisico, ma un viaggio verso l'altra sponda... La mia prima installazione con questo tipo di barche ebbe luogo a New York nel 1995 e s'intitolava Andremo altrove. Quello che faccio non è solo qualcosa da guardare e non voglio usare la chiesa semplicemente come un'ambientazione. Vorrei poter includere la Reliquia della Spina in questa installazione per riportare la Reliquia nella sua chiesa in questa circostanza. Essa farebbe momentaneamente parte dell'opera d'arte, conferendole un incredibile significato." Le sei barche hanno una sagoma essenziale perché vogliono essere forme archetipe, capaci di alludere all'ultimo viaggio con un linguaggio universale e comprensibile a tutti.
Richard Nonas. As light through fog. Ediz. illustrata Mattioli L. (Cur.) - Edizioni Ets, 2018 - Fuori Collana
La installazione site specific è costituita da 14 parallelepipedi uguali in ferro pieno, che misurano cm 15 x 30 x 60 ciascuno. Sono collocati a circa 80 cm uno dall'altro in modo da disegnare una linea diagonale di circa 14 metri che taglia lo spazio della navata della chiesa da sinistra a destra rispetto alla facciata. I singoli blocchi di metallo non hanno nessuna particolare bellezza in sé, nessun particolare pregio artistico o estetico. Essi sono semplicemente uno strumento che l'artista utilizza per tracciare una linea tridimensionale nello spazio architettonico. Questa linea viene ad interferire con le altre preesistenti nel luogo: quella del fiume, nascosta allo sguardo ma determinante la posizione e l'orientamento dell'edificio gotico; quelle che costituiscono il perimetro della chiesa e quelle oblique che si vanno ad incontrare tra la navata e i gradini dell'abside. La linea disegnata da Nonas in questo contesto sottolinea in modo drammatico e dinamico la mancanza di rassicuranti linee ortogonali nell'insieme della composizione e al tempo stesso la forza del suo precario equilibrio. Essa è anche una delle infinite linee possibili dentro questo spazio, che si rivela dunque come vuoto - e interpretabile all'infinito - proprio perché ha perso non solo i suoi arredi, ma soprattutto la sua funzione originaria: è diventato un luogo dell'assenza in senso umano e antropologico, dove le tracce della storia si perdono nella nebbia del tempo e non sono più chiaramente visibili né alla vista né alla memoria, ma hanno connotati sfumati, ambigui, interpretabili.