Libri di Carmelo Meazza
Bibliografia di Carmelo Meazza: tutti i libri in vendita online editi da Inschibboleth Filosofia occidentale: dal 1600 al 1900
L'éclair di una Rivelazione. In una certa mediana tra J.-L. Marion e J. Derrida Meazza Carmelo - Inschibboleth, 2024 - Point D'orgue
Dobbiamo a J.-L. Marion una riflessione importante sul tema della Rivelazione. Questo saggio si confronta con la sua proposta e ne ripercorre alcuni momenti cruciali. Il punto di vista però è differente e si potrebbe riassumere in questo modo: una Rivelazione non è tale se non assume il carattere di una ripetizione intensiva. La ripetizione intensiva dispiega lo statuto formale di ciò che dovremmo intendere per Rivelazione. Uno statuto formale che rende questa ripetizione sempre una modalità intensiva, nella modalità di una re/istituzione. Se esprimessimo questo con il linguaggio dell'intelligenza teologica diremmo che una teologia della Rivelazione non è ben compresa se non a partire da una teologia della creazione. Una ripetizione intensiva non è che il corrispondersi, in una reciproca conferma, di una teologia della creazione e di una teologia della Rivelazione. Questo saggio esce in contemporanea con uno studio di Massimo Donà, pubblicato sulla stessa collana e dedicato anch'esso a Jean-Luc Marion, in vista di una discussione possibile con il filosofo francese.
Sovrascrivere Derrida. Nel doppio passo incrociato della decostruzione Chôra come Héteron Meazza Carmelo - Inschibboleth, 2025 - Nuova Teoretica
Derrida, sollecitando il Timeo platonico, parla di chôra come di un terzo genere tra il sensibile e l'intelligibile, un'altra logica rispetto alla logica del logos. La presente ricerca interroga questo terzo genere e si chiede come esso rinomini la nozione di différance. Cosa accade alla différance se essa ricopre interamente e senza resto la figura di questo terzo genere? Cosa comporta, soprattutto per ciò che sembra ogni volta trattenere la différance nella logica di un differenziale? Cosa accade alla stessa pratica della decostruzione, al suo evento? Sottrarre la différance alla differenza sembra essere l'avventura di questo terzo genere. Se non accadesse, la stessa différance non potrebbe assediare la logica metafisica della presenza. Il saggio, dunque, segue tenacemente quest'altra logica, cercando di portarla all'estremo, e si chiede come essa permetta una sovrascrittura di alcuni luoghi decisivi della grande eredità di Derrida.