Libri di Vincenzo Mercante
Bibliografia di Vincenzo Mercante: tutti i libri in vendita online editi da Luglio Trieste BIOGRAFIE E STORIE VERE
Il cardinale Alojzije Stepinac. Nella Croazia degli ustascia e nella Jugoslavia di Tito Mercante Vincenzo - Luglio (Trieste), 2018
"L'atteggiamento di Stepinac nei confronti degli ustascia sarebbe riconducibile ad una innata paura anticomunista, comune alla gerarchia vaticana, la quale era convinta che l'avanzare dell'U.R.S.S. nei Balcani e nell'Europa Centrale avrebbe costituito un immane flagello e prodotto la distruzione della civiltà cristiana. In tale contesto il patriota Stepinac accolse favorevolmente il nuovo assetto politico che innalzava la Croazia ad antemurale della cristianità. Nel primo anno del regime l'arcivescovo era probabilmente convinto che responsabili delle atrocità fossero gruppi isolati di ustascia, che non rispondevano a nessuno se non alla loro sete di crudeltà. Ma quando si rese conto che i suoi interventi cadevano nel vuoto e che alle formali rassicurazioni non seguiva alcun sostanziale mutamento di indirizzo, egli prese progressivamente coscienza della vera indole di Pavelic. Cominciò allora a denunciare pubblicamente la condotta del regime chiedendo buone relazioni con i serbi e vedendo in essi degli uomini e non delle bestie selvagge".
Il cardinale József Mindszenty e la rivolta di Budapest del 1956 Mercante Vincenzo - Luglio (Trieste), 2019
Il protagonista del saggio è l'ungherese cardinal Josef Mindszenty (Vas, 1892-Vienna 1975). Sacerdote nel 1915, vescovo di Veszprém nel 1944, prese posizione contro il nazismo e dopo l'occupazione tedesca dell'Ungheria venne imprigionato (novembre 1944 - aprile 1945). Arcivescovo di Esztergom (1945), cardinale titolare di S. Stefano al Celio (1946), fu nuovamente arrestato nel 1948 e condannato all'ergastolo con l'accusa, non provata, di tradimento. Liberato durante la rivoluzione dell'ottobre 1956, dopo il fallimento di questa si rifugiò nell'ambasciata degli USA a Budapest dove rimase fino al settembre 1971, quando, in seguito a un accordo fra il governo ungherese e la Santa Sede, poté recarsi a Roma e poi stabilirsi a Vienna.