Libri di Alessandro Morandotti
Bibliografia di Alessandro Morandotti: tutti i libri in vendita online editi da Scalpendi Lombardia
Una mostra, un trasloco. Destini della sala del Grechetto di Palazzo Sormani a Milano Morandotti Alessandro - Scalpendi, 2019 - Saggi E Ricerche
Il libro è una riflessione critica su una vicenda che investe la storia del patrimonio artistico della città di Milano. Si affronta il destino di uno dei più straordinari cicli pittorici a soggetto naturalistico nella storia dell'arte europea del Seicento, di fondo una sorta di incredibile diorama botanico-zoologico destinato a illustrare specie animali e vegetali provenienti da tutto il mondo, a lungo ritenuto opera del grande pittore genovese Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto (1609-1664). Nella prospettiva di trovare fondi per un restauro e al contempo per valutarne il trasloco definitivo in altro edificio, il Comune di Milano ha promosso ora una mostra, aperta tra marzo e luglio 2019 (Il meraviglioso mondo della natura), trasferendo a Palazzo Reale le oltre venti tele che tappezzano senza soluzione di continuità la sala in cui sono collocate fin dai primissimi anni del Novecento: la cosiddetta sala del Grechetto in Palazzo Sormani, l'edificio tardo-barocco sede dal 1956 della Biblioteca Civica. Il libro restituisce la posizione dell'autore su questa vicenda museografica delicata, a lui molto cara, intervenendo nel dibattito quanto mai attuale e scottante.
Caravaggio e Milano. La Canestra dell'Ambrosiana Morandotti Alessandro - Scalpendi, 2017 -
Caravaggio e Milano. La Canestra dell'Ambrosiana - Scalpendi
Caravaggio e Milano. La Canestra dell'Ambrosiana. Ediz. illustrata Morandotti Alessandro - Scalpendi, 2012 - Quaderni Per L'arte Lombarda
La Canestra di frutta di Caravaggio conservata alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano è un dipinto celebre e di autografia accertata anche se per alcuni aspetti ancora misterioso, visto che persino le sue misure sono spesso fraintese. La sua data di esecuzione dovrebbe collocarsi poco dopo la metà dell'ultimo decennio del Cinquecento, quando il pittore viveva a Roma. Negli studi si discute animatamente ancora oggi se essa debba essere considerata un puro pezzo di bravura o invece nasconda complessi significati allegorici, come la dignità del suo antico possessore suggerirebbe di pensare. Il quadro infatti, almeno dal 1607, è documentato nella collezione del cardinale Federico Borromeo (1564-1631) e, dal 1618, fa parte del nucleo di dipinti donati dall'allora arcivescovo di Milano ad uso dell'Accademia Ambrosiana: fondata in quell'anno per educare i giovani artisti attivi nella diocesi da lui governata. Sarà utile per questo guardare attentamente il dipinto seguendone nel contempo la relativa fortuna in area lombarda, territorio in cui prese avvio, in anni precoci rispetto al panorama europeo, la storia della natura morta come genere autonomo.