Libri di Edgar Morin
Bibliografia di Edgar Morin: tutti i libri in vendita online editi da Erickson SCIENZE UMANE
I miei filosofi Morin Edgar Mazzeo R. (Cur.) - Erickson, 2013
In questo suo ultimo libro Edgar Morin, uno dei pensatori più apprezzati del nostro tempo, racconta i filosofi che hanno contribuito a formare il suo pensiero: Eraclito, Montaigne, Pascal, Spinoza, Rousseau, Hegel, Marx, Freud, Jung, Heidegger, Piaget, von Foerster. Oltre che dei filosofi veri e propri, Morin parla con acume, vivacità e passione degli altri fari che lo hanno illuminato: da Dostoevskij a Proust, da Illich a Beethoven, per arrivare fino a Gesù e Buddha. Per Morin l'uomo è non solo sapiens, ma anche demens; non solo faber, ma anche ludens; di qui la necessità di ripensare la condizione umana scardinando i presupposti cartesiani disgiuntivi corpo-mente, natura-cultura, emozioni-intelletto, mente-corpo, in una dialogica fatta al tempo stesso della distinzione e dell'unione delle due polarità. L'autore ci invita a riconoscere la barbarie autoriflessivamente, autocriticamente, ci esorta a ravvisare i nostri demoni non solo proiettati all'esterno delle nostre esistenze soggettive, ma anche e soprattutto nelle caverne più riposte delle nostre anime. La vocazione incomprimibile a connettere quel che le forze della separazione tendono a frammentare ha indotto Morin a un dialogo serrato con i numerosi filosofi incontrati lungo il cammino, "palombi fraterni, che non ci hanno visti", come li chiama nel capitolo dedicato a Proust, in una scommessa inesaurita sulla convivialità, la fraternità, la partecipazione alla comunità di destino. Prefazione di Sergio Manghi.
Il Gioco della verità e dell'errore. Rigenerare la parola politica Morin Edgar - Erickson, 2009 - Metodi E Tecniche Del Lavoro Sociale
Il Novecento, il secolo della politica per eccellenza, è alle nostre spalle. In questi anni stiamo scoprendo che non siamo a un passo dall'età dell'oro, dalla vittoria finale della verità sull'errare, promessa dalla politica moderna, ma al cuore di un'età dell'incertezza. La nostra parola politica non ha ancora fatto i conti con questo inatteso scenario. Non è ancora uscita dal Novecento. Non si è ancora pienamente avveduta che non siamo nell'era dei Lumi, ma nel vortice di una seconda preistoria: la preistoria dell'umanità mondializzata, unita per la prima volta in un'unica avventura societaria. È soltanto dal cuore stesso dell'incertezza, e cioè delle nostre fragilità esistenziali e sociali, dove pulsano i nostri desideri, le nostre paure e le nostre speranze, che la politica può ricominciare, aiutandoci a coltivare i circuiti generativi e a limitare quelli distruttivi, nel vortice inarrestabile che ci trascina tutti quanti, insieme, verso un futuro ignoto.