Libri di Maria Orecchia Antonio
Bibliografia di Maria Orecchia Antonio: tutti i libri in vendita online editi da Mimesis Storia: specifici eventi e argomenti
Storie del Novecento e oltre. I giorni che hanno costruito il nostro presente Orecchia Antonio Maria - Mimesis, 2024 - Storia E Storie Del Mondo Contemporaneo
"History is being made every day by the men and women", la storia viene fatta ogni giorno dagli uomini e dalle donne, diceva John Fitzgerald Kennedy. E questo è lo spirito dell'opera, che ricostruisce una sorta di "calendario civile" quotidiano, da gennaio a dicembre, in cui si snodano grandi e piccoli episodi dell'età contemporanea, alcuni più noti, altri che forse sarebbero destinati all'oblio. All'interno, momenti di hard power e di soft power si susseguono e si alternano, come accade quotidianamente: l'"alta" politica, la diplomazia, i governi, le guerre e le rivoluzioni insieme alla musica, lo sport, i libri, il cinema e la televisione, la cultura, i fatti di cronaca che hanno contribuito a costruire il presente e a formare l'opinione pubblica. Un sunto dello "spettacolo delle attività umane", come lo definì Marc Bloch. Attraverso queste storie emergono, giorno per giorno, i grandi sentimenti, gli ideali, le speranze, i successi e le sconfitte delle persone che hanno avuto un ruolo o sono state un riferimento per più generazioni, insieme alle contraddizioni, le ambiguità e gli incontri e scontri che hanno segnato il Novecento, un secolo lungo e per molti aspetti non ancora terminato. I giorni, insomma, che hanno costruito il nostro presente.
La stampa e la memoria. Le foibe, l'esodo e il confine orientale delle pagine dei giornali lombardi agli albori della Repubblica Orecchia Antonio Maria - Mimesis, 2024 - Storia Di Storie
Il volume ripercorre le vicende del confine orientale, delle foibe e dell'esodo tra il 1945 e il 1954, dalla fine della guerra fino al ritorno di Trieste sotto l'amministrazione italiana. Una "cronaca" ricostruita con le parole dell'epoca, attraverso la pubblicazione di 271 articoli tratti da quarantacinque quotidiani e settimanali lombardi che rappresentavano tutte le culture politiche, dai comunisti ai democristiani, dai liberali ai qualunquisti. Nel dibattitto pubblico di questi anni molti hanno sostenuto che "nessuno sapeva". Nondimeno, in un periodo in cui la stampa rappresentava il principale strumento di costruzione dell'opinione pubblica, i cittadini venivano informati di quella "storia" in presa diretta. Quasi quotidianamente infatti tutte le testate riportavano senza tralasciare alcun particolare quanto accadeva e cosa fosse successo in quei territori: le foibe, le deportazioni, il clima di inquietudine se non di paura, l'esodo. Come è noto, questa vicenda non è entrata nella "memoria collettiva" del Paese per decenni. Eppure tutti sapevano, e avevano saputo.
Il «fiume carsico». Federalismo e centralismo nel dibattito pubblico tra Lombardia e Italia (1945-1953) Orecchia Antonio Maria - Mimesis, 2017 - Centro Internazionale Insubrico. Studi
Nella storia dell'Italia contemporanea il dibattito sul centralismo, sul federalismo e sulle libertà locali ha l'immagine di un «fiume carsico» che scorre sotterraneo per poi riemergere con forza in superficie. Sebbene sovente lasciato sullo sfondo il tema è, infatti, da sempre presente nelle istanze di vaste parti della classe dirigente degli ultimi due secoli: tuttavia, solo in alcune circostanze ben definite si è imposto nella dialettica politica e ha coinvolto l'opinione pubblica. Momenti che, in genere, corrispondono a fasi di crisi acuta del Paese. Questo volume affronta uno di quei momenti: terminata la Seconda guerra mondiale e mentre procedeva la ricostruzione anche il nuovo ordinamento dello Stato - o, come disse Ivanoe Bonomi, «distruggere la vecchia impalcatura dello Stato, quale è uscito dalla prova di oltre ottant'anni, e sperimentarne una nuova» - era considerato una riforma necessaria per creare un'autentica democrazia. In tale ricostruzione, morale e materiale, era investito anche il mondo della stampa ora tornata libera, cui era assegnato il delicato compito di accogliere e convogliare la voce dei cittadini, interpretarla e chiarirla come indicazione di volontà che non poteva essere ignorata dalla classe dirigente. Attraverso dunque il dibattito sulle oltre cinquanta testate pubblicate in Lombardia tra il 1945 e il 1953 il volume ripercorre la parabola delle autonomie in quella decisiva fase storica e mostra quanto sul federalismo e sul centralismo si giocò una partita tutta politica, influenzata anche dall'affermarsi della «Repubblica dei Partiti» e della Guerra Fredda, un nuovo equilibrio geopolitico mondiale che non poteva non avere ricadute sulla politica interna del paese.