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Anatomia del populismo economico. La «melonieconomics»: un anno di politiche economiche conservatrici Pomini Mario - Ombre Corte, 2024 - Culture
Il populismo economico scaturito dalla Grande recessione del 2008 è un populismo di tipo nuovo, con il quale il ceto politico, a destra ma anche a sinistra, ricerca il consenso elettorale attraverso l'uso spregiudicato del debito pubblico non per potenziare le garanzie dello Stato sociale, ma per ridurle secondo una visione propria dell'ideologia liberista che si è convertita alla dottrina della spesa in deficit. Un populismo conservatore, individualista e corporativo, contro lo Stato sociale e a sostegno dell'ideologia del mercato, le cui distruttive conseguenze economiche e sociali si stanno ampiamente manifestando anche nel nostro Paese, dove le scelte in materia economica del governo in carica ne rappresentano in maniera esemplare anche tutte le contraddizioni, i limiti, oltre che i pericoli. Il testo, che raccoglie alcuni degli interventi pubblicati nel corso di un anno e più su un blog di un quotidiano nazionale, offre una dettagliata anatomia della politica economica del governo Meloni, analizzando tutti i temi e le scelte che ne caratterizzano profondamente il profilo conservatore e autoritario - dal superbonus fiscale alla flat tax, dal reddito di cittadinanza al salario minimo, dall'inflazione bellica e ad altri ancora. Il quadro che ne emerge è quello di un completo distacco tra la narrazione populista e la realtà economica, tra le politiche corporative e clientelari e l'ambizione di tutelare gli interessi generali, tra il ceto politico dominante e la società. Nell'articolata e minuziosa analisi proposta dall'autore, non mancano anche, se pure abbozzate, alcune proposte che potrebbero costituire un primo embrione per un programma genuinamente alternativo e popolare.
La linea del genere. Politiche dell'identità e produzione di soggettività Pompili R. (Cur.) Amendola A. (Cur.) - Ombre Corte, 2018 - Culture
Questo libro è nato dall'esperienza di un convegno sul tema del "genere" organizzato dall'Associazione Libera...mente donna, una associazione femminista che gestisce due Centri antiviolenza in Umbria. Nella collettanea, che ospita il confronto tra studiosi e studiose di diverse discipline (antropologia, sociologia, filosofia, diritto), le autrici e gli autori si interrogano sul dibattito che nella contemporaneità assume questo significante e sulle tensioni politiche che lo attraversano. Il genere, principio di organizzazione economica e culturale, diventa una chiave fondamentale per rileggere non solo la produzione del maschile e del femminile, ma l'intero assetto della società e i rapporti di potere da cui la stessa è attraversata. Al di là delle opposizioni troppo semplificatorie tra "culturalismi" e "materialismi", o tra "politiche dell'identità" o "politiche dell'uguaglianza", leggere il genere come dispositivo cruciale della produzione di soggettività, apre un terreno di analisi e di lotta fondamentale per nuove pratiche di trasformazione. Contributi di Cristina Papa, Valeria Ribeiro Corossacz, Rita Laura Segato, Federico Zappino, Rosa Parisi, Maria Rosaria Marella.
La scuola pubblica a rischio. L'autoritarismo fallimentare delle destre al potere Pomini Mario - Ombre Corte, 2026 - Cartografie
Voti in condotta, retorica del merito, ossessione ideologica e privatizzazione. Dietro lo slogan della "scuola del merito" si nasconde in realtà una spinta regressiva che minaccia le fondamenta della scuola pubblica italiana. Questo libro analizza, dati e provvedimenti alla mano, il cortocircuito ideologico delle destre al governo: un modello che prova a governare la crisi del sistema educativo con il bastone della disciplina, della burocratizzazione e del controllo dall'alto. Ma la severità di facciata è solo una maschera per coprire il vuoto di idee e di risorse. Il risultato è un disegno tanto autoritario nelle intenzioni quanto fallimentare nei fatti, destinato a produrre non una scuola più efficiente, ma una scuola più ingiusta, frammentata dall'Autonomia differenziata e impoverita nei suoi valori democratici. Dal controllo sul personale alla svalutazione della funzione educativa, questo saggio lancia un grido d'allarme non più rimandabile. Una bussola per la resistenza critica, perché difendere la scuola pubblica oggi non è una battaglia di settore: significa proteggere la tenuta stessa della nostra democrazia.