Libri di Cur Palazzolo
Bibliografia di Cur Palazzolo: tutti i libri in vendita online editi da Kaos EUROPA
Il compagno Napolitano. Idee e ideali di Giorgio Napolitano dirigente del Partito Comunista italiano Palazzolo L. (Cur.) - Kaos, 2011 -
Un'antologia di interventi parlamentari, scritti e discorsi di Giorgio Napolitano dirigente del Pci, dalla metà degli anni Cinquanta alla fine degli anni Ottanta. L'italo-marxismo del compagno Napolitano, sui temi dell'attualità politica dell'epoca: l'Alleanza atlantica, l'invasione sovietica dell'Ungheria, la censura ecclesiastica, il capitalismo americano in Europa, il centro-sinistra in Italia, la "primavera di Praga", gli imperialisti americani sulla Luna, l'ortodossia comunista, la via indicata da Togliatti, il caso Solgenitsyn, il primo viaggio in Usa, la fase della solidarietà nazionale, il finanziamento ai partiti e la "questione morale", le bombe Usa sulla Libia, il crollo del muro di Berlino... «Gli interventi raccolti in questo libro sono molto utili per capire il nesso fra il Napolitano dirigente comunista di ieri, e l'odierno Napolitano capo dello Stato alle prese col berlusconismo» (dalla Prefazione di Giorgio Galli).
Enzo Tortora. Per una giustizia giusta Palazzolo L. (Cur.) - Kaos, 2006 -
«Io ormai divido la gente in due categorie molto semplici: quelli che conoscono sulla pelle l'infamia di una carcerazione [preventiva] in un regime cosiddetto democratico, protratta all'infinito, protratta per anni; e quelli che non hanno la jattura di conoscerla. E allora, se non la conoscono, dovrebbero quantomeno cercare di calarsi nei panni di chi vive questo tormento. Ma è un esercizio che quegli italiani difficilmente fanno. Parlano ed emettono sentenze, anche belle in molti casi. Morali così tonificanti, soprattutto per coloro che non hanno la sventura di trovarsi di fronte all'Italia com'è e non come si dice che sia. Io ho avuto l'amaro privilegio, da questo osservatorio spaventoso nel quale vivo da un anno, di vederla questa Italia che ci hanno creato a poco a poco, che ci hanno fatto con questa legislazione degli anni cosiddetti di piombo, dell'emergenza che non finisce mai, del pentitismo che divora, galoppa attraverso i diritti fondamentali del cittadino, distrugge quelli che sono i presidi primordiali di ogni Stato di diritto. Questo è uno spettacolo agghiacciante. Questo è un Paese che io non avrei considerato più il mio. Io me ne sarei andato una volta conclusa la mia vicenda giudiziaria». (Enzo Tortora a Radio radicale, 7 maggio 1984).