Libri di Mario Panarello
Bibliografia di Mario Panarello: tutti i libri in vendita online editi da Rubbettino Calabria
Il grande cantiere del Santuario di S. Domenico di Soriano. Scultura, marmi e argenti. Ediz. illustrata Panarello Mario - Rubbettino, 2010 -
Il complesso architettonico domenicano di Soriano Calabro ha un ruolo centrale nella cultura artistica dell'Italia Meridionale. Attorno all'effige di San Domenico, ritenuta acheropita, si è sviluppato uno dei santuari barocchi più importanti d'Europa fra Sei e Settecento. In questi due secoli la grande potenza economica dei padri, unitamente a favori di pontefici, re e vicerè, ai quali si uniscono nobili, alti prelati e devoti, ha contribuito ad accrescere la ricchezza del convento che ha voluto celebrare la sua gloria attraverso la realizzazione di altari, cicli decorativi di marmo e opere di grande pregio artistico. Il volume ripercorre brevemente le dinamiche di realizzazione delle opere superstiti portando nuovi documenti, analisi critiche e attribuzioni, rivelando le dinamiche complesse dell'attività di artisti provenienti a Soriano da varie parti d'Italia e l'arrivo di opere d'arte prestigiose. Il terremoto del 1783 riduce in frantumi quanto più bello la Calabria potesse aver prodotto, segnando la fine di una testimonianza tra le più autorevoli della stagione barocca.
Fanzago e Fanzaghiani in Calabria. Il circuito artistico nel Seicento tra Roma, Napoli e la Sicilia Panarello Mario - Rubbettino, 2012 - Varia
Il volume di Mario Panarello "Fanzago e Fanzaghiani in Calabria. Il circuito artistico nel Seicento tra Roma, Napoli e la Sicilia", con contributi di Dario Puntieri, Roberto Carmine Leardi, Ivano Iannelli, Chiara Miceli, Gianfrancesco Solferino e Maria Josè Pinella (disegni di Alessandro Amato e Cristiano Santacroce), affronta un argomento complesso, mai studiato nella sua organicità relativo alla scultura, alle arti decorative e all'architettura del Seicento in Calabria e ai rapporti con i principali contesti culturali del centro e sud Italia, soprattutto attraverso l'indagine di figure meno note di formazione napoletana e romana attive nella regione. L'accurata osservazione delle opere ha permesso una migliore interpretazione di particolari aspetti delle espressioni barocche grazie anche ad attente letture che hanno esaminato sotto una nuova luce manufatti rilevanti, come il ciborio della certosa di Serra San Bruno. La considerazione di nuove opere e l'approfondimento degli ambiti artistici hanno permesso di precisare, inoltre, l'attività di artisti notevoli come Pietro Bernini, Cosimo e Carlo Fanzago, Tommano Montani, Innocenzo Mangani, Giovanni Andrea Gallo, Bartolomeo Mori, Andrea Falcone, Frà Diego da Careri e di altre personalità di non secondaria importanza, con indagini su Roma, Napoli, la Sicilia e la Spagna, in un circuito culturale nel quale si inserisce pienamente la committenza ecclesiastica e nobiliare calabrese.
Dalla natura all'artificio. Villa Caristo dai Lamberti ai Clemente. Strategie insediative tra economia e potere nel Regio Demanio di Stilo. Ediz. illustrata Panarello Mario Fulco Alfredo - Rubbettino, 2015 -
Il volume, scritto da Mario Panarello e Alfredo Fulco, è frutto di una ricerca di oltre dieci anni. L'opera è corredata da un cospicuo corpus grafico e documentario che fa da supporto a un consistente apparato storico e critico, ruotante attorno al tema delle residenze e delle famiglie nobiliari calabresi, in un periodo compreso fra il XVII e il XIX secolo. Perno della ricerca è villa Caristo, una delle più importanti dimore extraurbane calabresi e dell'Italia meridionale, ubicata in un territorio dal paesaggio ancora quasi del tutto incontaminato nei pressi di Stignano, voluta dalla famiglia dei Lamberti. Edificata qualche anno dopo il vicino castello di San Fili, nella prima metà del XVIII secolo, la residenza venne acquistata dai marchesi Clemente di San Luca, che possedevano il feudo della vicina Placanica, quando vide un significativo intervento di ampliamento e decorazione. La ricerca ha portato all'acquisizione di dati storici connessi alla vita dell'edificio e ha proposto l'intervento di alcuni artefici non secondari. L'analisi della tipologia e del linguaggio architettonico della residenza e del giardino, attraverso un gioco di rimandi a opere presenti sul territorio regionale, extraregionale ed europeo, ha gettato nuova luce sulle sue peculiari qualità, probabilmente frutto di personalità attive sul territorio in contatto con la raffinata cultura artistica napoletana che ancora in pieno Settecento gode di una sua autonomia linguistica in concorrenza con altre tendenze artistiche.