Libri di Ciro Papparo Felice
Bibliografia di Ciro Papparo Felice: tutti i libri in vendita online editi da Orthotes SCIENZE UMANE
Georges Bataille, l'irriducibile. Otto quadri per un'esposizione Papparo Felice Ciro - Orthotes, 2024 - Studia Humaniora
Organizzato intorno a otto quadri, espositivi dei suoi temi più rilevanti, il libro - frutto di una lunga fedeltà da parte del suo 'interprete' al percorso riflessivo di un pensatore eccentrico e irregolare quale Bataille - ha l'ambizione di rendere percorribile a ogni lettore che si avvicina a o si addentra nei suoi testi, un reticolo di questioni enigmatiche e urgenti. Questioni, come diceva Bataille stesso, che sono al cuore di ogni esistenza, questioni mortali come e perché mortale è il suo interrogante, che si possono riassumere tutte in questo semplice enunciato: «Parlo della vita che si consuma, indipendentemente dall'utilità che ha questa vita che si consuma... parlo di: amare, morire, glorificarsi», e anche: giocare, ridere, piangere, poetare, scialare... Di là da una restituzione integrale del labirintico percorso batailleano, il libro prova a riaprire la via alla ricerca di uno stile, di vita e di pensiero assieme, dove l'esigenza morale, e di «un'altra morale» - vero cuore pulsante e inesausto della riflessione di Bataille, compendiata nell'espressione: leale generosità - possa nuovamente, al di là dell'utile e delle sue declinanti passioni, legare-collegare, facendole co-esistere amicalmente, tutte le esistenze presenti nel nostro umano e non umano mondo.
Il giardino interminato (nei dintorni dell'Io) Papparo Felice Ciro - Orthotes, 2020 - Studia Humaniora
«Voglio che si agisca e si prolunghino le faccende della vita finché si può, e che la morte mi trovi mentre pianto i miei cavoli, ma incurante di essa, e ancor più del mio giardino non terminato». Così scriveva Montaigne nel suo Filosofare è imparare a morire. Forse si può prendere questo auspicio come filo conduttore per una riflessione intorno all'Io. Montaigne sembra infatti lontano dai due atteggiamenti che vanno per la maggiore quando si tratta di Io. O la sua celebrazione, come se fosse l'unica cosa che conta al mondo, che va accresciuta attraverso le sue proprietà, stagliandosi sugli altri. O il suo svilimento, la sua sparizione, il suo essere ridotto a effetto sostanziale di proiezioni immaginarie. In questo libro si prova invece ad affrontare questo concetto, fra i più celebri e maltrattati dalla filosofia, individuandolo a partire da ciò che è nei dintorni dell'Io: il tu, gli altri, le cose, gli animali, gli oggetti, insomma, il "mondo" come groviglio delle contingenze e spettacolo della propria destinazione individuale.