Libri di Cur Parrini
Bibliografia di Cur Parrini: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Clichy LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Fernando Pessoa. Il poeta che non c'è Parrini F. (Cur.) - Edizioni Clichy, 2023 - Sorbonne
La poesia di Fernando Pessoa è l'analisi più complessa, dolente e tragica, ma insieme lucida e impietosa, dell'uomo del Novecento: un uomo tormentato che deride e si deride e che, nella sua verità e nella sua cattiveria, nell'abuso del paradosso, nella capacità di affermare ironicamente il contrario di ciò che era già stato ironicamente adoperato, realizza una poesia fra le più incredibili e rivoluzionarie del Novecento. Il suo è un pensiero controverso, complesso, scomodo e perfino imbarazzante. In lui l'anti-ragione, la liberazione dell'onirico e dell'inconscio, viene allo scoperto soverchiando la ragione. E poi, grazie al meccanismo dell'eteronimia, Pessoa inventa una serie di scrittori e di personaggi che possono poetare e scrivere contemporaneamente. Si afferma con lui una temporalità interiore che non corrisponde a quella esteriore. Nasce un'opera plurale che dimostra come l'arte sia la prova che la vita non basta.
Cesare Pavese. Il mestiere di scrivere Parrini F. (Cur.) - Edizioni Clichy, 2020 - Sorbonne
A settant'anni dalla sua tragica morte, Cesare Pavese rimane uno dei grandissimi della nostra letteratura, ancora oggi letto, amato e studiato. Ma chi è stato davvero? Cosa gli bruciava dentro? Calvino definiva la sua opera poetica Lavorare stanca «una delle voci più isolate della poesia contemporanea». In un tempo di poesia ermetica, il verso lungo pavesiano e la poesia-racconto sono lontani dal contesto letterario e dal gusto del pubblico. In un periodo di neorealismo, la sua scrittura viene assimilata al romanzo politico e civile. Ma per Pavese conta solo il rapporto tra arte e vita. Scrittore pieno di conflitti e contraddizioni, Pavese possiede soprattutto una sensibilità profonda di natura decadente. Il suo vero tema è l'incapacità di affrontare l'esistenza: vivere è un «mestiere» da apprendere con dolore e sgomento. E quasi sempre invano. L'arte allora diventa un sostituto dell' esistenza che non si riesce a vivere e l'unico equilibrio possibile, anche se precario, scaturisce dalla scrittura. Per questo piegare la propria natura lirico-elegiaca a esigenze ideologiche sarà per Pavese sempre un tentativo irrisolto.