Libri di Paolo Pasolini Pier
Bibliografia di Paolo Pasolini Pier: tutti i libri in vendita online editi da Garzanti EUROPA
Scritti corsari Pasolini Pier Paolo - Garzanti, 2015 - Elefanti Bestseller
"L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975, non era affatto un fenomeno invisibile. Cbi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi 'Scritti corsari' può restare sbalordito. Il fatto è die per Pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. Finalmente, così, Pasolini trovava il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della società italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (Dalla Prefazione di Alfonso Berardinelli)
Io so Pasolini Pier Paolo - Garzanti, 2019 - I Piccoli Grandi Libri
Il 14 novembre 1974 Pier Paolo Pasolini pubblica sul «Corriere della Sera» un articolo in cui, denunciando un'intera classe politica, afferma di conoscere i nomi dei responsabili delle stragi di Milano e di Brescia che hanno da poco insanguinato il paese. La sua voce è quella di «un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace». Il volume, che insieme a questo articolo raccoglie altri sette testi scritti tra il dicembre 1969 e il settembre 1975 (poco più di un mese prima dell'assassinio dell'autore), è un inno alla libertà di stampa e al ruolo civile degli intellettuali e un invito, ancora attuale e necessario, a pretendere chiarezza e a battersi sempre, con coraggio, contro l'omertà e la connivenza.
Scritti corsari Pasolini Pier Paolo - Garzanti, 2007 - Nuova Biblioteca Garzanti
"Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta; dall'essermi messo in condizione di non avere niente da perdere, e quindi di non esser fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca". Il patto che Pasolini strinse con il lettore e con se stesso si rivela più che mai saldo e severo. La "scandalosa ricerca" sui temi dell'aborto e della pubblicità, dell'etica politica e della religione è ora il nostro scandalo, perché si riaccende in un clima di conflitti sopiti, occultati o rimossi, in un contesto sociale e intellettuale che sembra essersi dimenticato del "sogno di una cosa".