Libri di Luca Riccardi
Bibliografia di Luca Riccardi: tutti i libri in vendita online editi da Rubbettino EUROPA
L'ultima politica estera. L'Italia e il Medio Oriente alla fine della Prima Repubblica Riccardi Luca - Rubbettino, 2014 - Saggi. Studi Internazionali
Gli ultimi due governi presieduti da Giulio Andreotti (23 luglio 1989-27 giugno 1992) furono caratterizzati da crescenti difficoltà politiche di ordine interno. In quel periodo l'orizzonte internazionale subì mutamenti addirittura epocali. L'autorevolezza della posizione internazionale dell'Italia fu messa duramente alla prova dal nuovo scenario che stava prendendo forma. In questo contesto le questioni riguardanti il Medio Oriente ebbero un ruolo tutt'altro che trascurabile. Anche esse, infatti, riservarono difficoltà straordinarie. La stagnazione del processo di pace arabo-israeliano, la crisi del Kuwait, il tentativo di raggiungere un assetto definitivo della regione con la Conferenza di Madrid segnarono la progressiva perdita di influenza dell'Italia in un'area che era stata tra le principali direttrici della sua azione internazionale. La tradizionale ambizione italiana a "esserci" si trasformò in emarginazione dal contesto mediorientale. Anche questo fu uno dei segni della crisi che attraversò la società e la politica italiane all'inizio degli anni Novanta.
L'internazionalismo difficile. La «diplomazia» del PCI e il Medio Oriente dalla crisi petrolifera alla caduta del muro di Berlino (1973-1989) Riccardi Luca - Rubbettino, 2013 - Saggi
Il Medio Oriente è stato uno dei campi principali in cui fu messo alla prova il "nuovo internazionalismo" di Berlinguer che prese corpo proprio a partire dai primi anni Settanta. Emersero alcune linee di tendenza alquanto nuove rispetto al passato. L'OLP divenne un punto di riferimento ineludibile; il rapporto con le forze politiche israeliane si trasformò da avversione a dialogo sempre più coinvolgente. Nella politica mediorientale del PCI degli anni Settanta e Ottanta si affermò un criterio pragmatico che perseguiva un obiettivo principale: la realizzazione delle aspirazioni nazionali palestinesi come chiave per una soluzione definitiva dei conflitti dell'area. "Il PCI oscillava tra realismo e moderazione - peraltro non sempre confessabile apertamente - ovvero tra realismo e inclinazione a interpretazioni "progressiste" sovente deluse e altrettanto sovente non sempre riconducibili entro il quadro rigido della teoria. Per questo (...) si manifesta l'abbandono delle estremizzazioni di giudizio quasi manicheo tra arabi e israeliani per gradualmente riconoscere quanto quelle certezze non fossero più attuali: occorreva passare dall'internazionalismo quale essenza stessa della palingenesi mondiale del comunismo ad una posizione di politica estera nella sostanza di stampo nazionale alla ricerca della stabilità del Mediterraneo." (dalla postfazione di Luigi Vittorio Ferraris)