Libri di Giovanni Saltalamacchia
Bibliografia di Giovanni Saltalamacchia: tutti i libri in vendita online editi da Kimerik LETTERATURA E STUDI LETTERARI
L'apparenza Saltalamacchia Giovanni - Kimerik, 2018 - Karme
L'apparenza è una raccolta di brani studiata e coltivata nel tempo, come una preziosa orchidea. Giovanni Saltalamacchia impiega un anno, con umiltà e passione, per scegliere i sessantadue pezzi da inserire in questa silloge poetica. Nella scelta, dà spazio al più prezioso dei sentimenti - l'amore - con alcune poesie del suo vecchio repertorio. Per questo contenitore di versi l'autore seleziona brevi racconti frutto della sua fantasia e creatività, come ad esempio Nostos, che è quello che lo rappresenta più di tutti.
L'imperfetto dell'essere Saltalamacchia Giovanni - Kimerik, 2016 - Karme
L'imperfetto dell'essere esprime, in versi, il mondo interiore del poeta, nella sua interezza. Le liriche, scritte in uno spazio di tempo che va dal 1995 al 2016, alternano vari aspetti della quotidianità del nostro autore, il tema della morte, l'elogio per la sua "isola", il tema della lontananza. Questa silloge poetica, trasporta il lettore in un mondo fatto di dolci e, a volte, amari ricordi: "Novembre è tornato a sorridermi. Dalle spine di un passato doloroso sono fiorite due rose meravigliose che con il loro profumo di vita, inebriano la mente e il cuore mio". Giovanni Saltalamacchia riesce a trasmettere i propri sentimenti, toccando l'animo di chi legge.
L'immagine del tempo Saltalamacchia Giovanni - Kimerik, 2025 - Kronos
C'è un tempo che non passa e non invecchia. È il tempo che si fa parola, memoria, nostalgia: quello che Giovanni Saltalamacchia affida alla scrittura, trasfigurandolo in arte. L'immagine del tempo non è soltanto un libro, è una soglia sensibile tra l'essere e il ricordo, una fotografia lasciata in silenzio ad aspettare sul comò immagine evocativa e struggente che basterebbe da sola a definire il tono poetico e la qualità evocativa dell'opera. Saltalamacchia è autore dalla voce solida e riconoscibile, che giunge a questo quarto volume come a un punto culminante di una personale e coerente ricerca. Non a caso, come Leopardi non disdegnava le piccole cose perché il piacere è sempre nello spirito che le guarda, così l'autore riesce a trasformare il dettaglio apparentemente minimo una via di paese, un soprannome d'infanzia, una granita al limone in frammento di eternità. C'è in queste pagine la sapienza dell'affabulatore orale e la cura stilistica di chi conosce il peso e la musica delle parole. Mi affaccio dal lato di Lipari, scrive Saltalamacchia, e l'espressione, apparentemente semplice, apre un mondo: non solo un paesaggio, ma uno stato dell'anima, una geografia affettiva che appartiene a chi ha fatto della memoria una dimora. La sua prosa è lirica senza essere retorica, densa senza mai appesantirsi. Scandita da un ritmo interno che richiama la struttura del poemetto, attraversa i generi senza irrigidirsi in alcuno: diario, narrazione, testimonianza storica, ricordo personale, elegia. È, come scrisse Pavese, la scrittura di chi ha capito che ciò che si è perduto è l'unica poesia. E in effetti, Saltalamacchia non narra solo ciò che è stato, ma soprattutto ciò che resiste, nonostante tutto. Resiste il sapore di un gelato mangiato tra amici, il nome di una barca affondata, il rumore di un pallone rimbalzato contro la saracinesca di una bottega chiusa.