Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Il Quarto chiodo. Passione e morte di una donna Santoro Francesco - Gruppo Albatros Il Filo, 2013 - Nuove Voci
Una donna semplice, un matrimonio fallimentare alle spalle, la passione per la lettura e i testi classici, così forte da farle creare una piccola biblioteca nel suo salone da parrucchiera "Penelope". Le clienti abbondano e le amicizie non sono da meno, ma la vita ha in serbo ancora qualche sorpresa per lei. Conoscerà finalmente l'amore di un uomo e si concederà un secondo matrimonio che sembrerà proprio riservarle un destino felice. Purtroppo, però, la nascita del loro primo figlio cambia radicalmente il futuro: per problemi durante il parto, infatti, il figlio è irrimediabilmente menomato e lei subisce un'isterectomia d'urgenza. Francesco Santoro fa parlare con sconvolgente realismo una donna distrutta dalla perdita della sua femminilità.
Il gladiolo bianco. Un romanzo contro le apparenze Santoro Francesco - Gruppo Albatros Il Filo, 2011 - Nuove Voci
Una storia piccola, dimenticata, accantonata sotto un leggero strato di polvere. Una matassa imbrigliata che va dipanandosi pagina dopo pagina, avvolgendo il lettore con un odore antico, intenso, penetrante. I personaggi che si susseguono hanno peculiarità affascinanti; le loro vite scorrono l'una accanto all'altra come perle solitarie che l'autore, con grande abilità, va infilando in un prezioso monile. Il lettore si troverà tra le mani un fragile gioiello, una realtà scandalosa intrisa di nostalgia, una cronaca ingiallita ma palpitante e viva, voce di un dolore indimenticato. Protagonista è una donna, la Contessa Imelda, "donna che tanto ama, trafitta da una spada nella solitudine e nella ricchezza degli ambienti. Donna incantata e investigatrice, non si ferma alla superficie delle cose; penetra, scava fino a trovare, talora, melma nel fondo". Imprigionata in una cella di ricordi e vittima di una spinosa controversia ereditaria, Imelda altro non è che uno specchio in cui vanno riflettendosi altre vite, il pistillo attorno al quale va componendosi il gladiolo bianco.
Rapita Santoro Francesco - Gruppo Albatros Il Filo, 2015 - Nuove Voci. Strade
"Un affresco su una vicenda di altri tempi, ma in realtà, il racconto di vite ricorrenti, sempre uguali a se stesse, quale che sia il contesto geografico o storico in cui si dipanano. La vicenda che si snoda all'interno di Rapita prende le mosse da una quasi banale vicenda di contese ereditarie che derivano da una presunta infermità mentale di colei che viene denominata la "Sdata", ovvero la "Matta". Un mondo fatto di ingenuità, ma anche di meschini atti di furbizia, di inganni perpetrati perfino da chi assurge a guida spirituale, mentre in realtà sfrutta la credulità popolare, quella semplicità delle piccole vite che pure, tutte insieme, fanno la Storia. Proserpina, da figura sfocata e all'ombra della misera nobiltà della Sdata e della sua famiglia, diventa la positiva eroina del racconto: al pari della sua omonima mitologica, si dibatte tra un'emivita oscura e triste e l'aspirazione, mai apertamente confessata, alla solarità e alla vita. Non vi sono vincitori, né vinti: semplicemente esseri umani che procedono lungo le proprie esistenze, ora combattendo contro le avversità, ora adagiandosi rassegnati, in attesa di momenti più propizi, ora esultando per le piccole vittorie delle quali assaporano l'effimera durata, ben consapevoli che il flusso vitale travolge, da ultimo, tutti noi." (dalla prefazione di Anna Sturino)