Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Il secondo dopoguerra ha segnato una svolta profonda nella letteratura, aprendo la strada a nuovi linguaggi e nuove urgenze narrative. Tra i libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945 troverai romanzi e racconti che raccontano questo cambiamento, tra ricostruzione, trasformazioni sociali e sperimentazione stilistica. Nella selezione trovi autori italiani e internazionali che hanno segnato la seconda metà del Novecento e i decenni successivi.
La letteratura dopo il secondo dopoguerra
Leggere questi autori significa ripercorrere l'evoluzione della società attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta in prima persona, con stili e sensibilità molto diverse tra loro. Scopri tutti i libri di narrativa online disponibili su Unilibro.
Come se Santucci Luigi Caronia S. (Cur.) - Studium, 2013 - Universale
«"Come fai a sapere tutto questo?" "Tutto so. So anche che lavori al tuo capolavoro: una messa. Una messa al buio, come se credessi. Ma non ti basterà la vita per finirla. E scusa se oggi non ti ho fatto ridere"». Il rapporto dialettico fra il giovane Mico, accordatore di strumenti musicali, e il suo fratello adottivo Klaus, compositore geniale eppure irrisolto, costituisce l'asse portante di Come se. Questa conversazione tra Mico e Klaus sembra quasi una dichiarazione autobiografica. Rispondendo a una domanda di Giliolo Badilini che gli chiedeva se si sentisse più Klaus o più Mico, Santucci ha dichiarato: «Mi sento un Klaus che di giorno in giorno si sforza, con alterni esiti, di diventare un buon alunno di Mico». Come se è l'opera «teoreticamente più densa di Santucci», secondo le parole di monsignor Ravasi, e la più cara al suo autore. Quello di Santucci è un itinerario della fede nel raggio della poesia, una fede vissuta come scommessa pascaliana, una letteratura vissuta come esercizio profetico, un itinerario che dalla «imperfetta letizia» dei «non santi» arriva al «come se» dell'omonimo romanzo, ove si contrappone il «così è», ovvero il regno di Dio, al «come se», ovvero il regno dell'uomo. Pochi scrittori come Santucci hanno saputo coniugare la gioia e il senso della tragedia, la disperazione e l'accettazione religiosa della vita, la peregrina eresia del vivere con la certezza di quella fede che sembra sempre più proporsi all'uomo come l'unica felicità possibile.