Libri di Stefano Scarpa
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Differenze di genere nel costrutto multidimensionale e gerarchico del sé corporeo in atleti con disabilità motoria Scarpa Stefano - Cleup, 2016 - Scienze Dell'educazione
Gli individui con disabilità motoria hanno generalmente una concezione più negativa del proprio corpo rispetto alle altre persone, e la partecipazione ad attività sportive può giocare un ruolo importante nella costruzione di una identità corporea positiva. Molti ricercatori asseriscono che, nella popolazione non disabile, le ragazze tendono ad avere un concetto del sé meno favorevole rispetto ai ragazzi. Attualmente, la ricerca specifica sulle differenze di genere, nell'auto-descrizione del sé corporeo in persone con disabilità motoria, è limitata. Il presente studio si pone, dunque, l'obiettivo di analizzare queste differenze di genere in giovani atleti con disabilità spinale.
Il peso di essere pesanti. Influenze di obesità e bullismo nella costruzione del sé fisico e dell'iimmagine corporeo nell'età evolutiva Scarpa Stefano - Cleup, 2016 - Scienze Dell'educazione
"Chi sono io?'" Questa domanda è strettamente connessa all'identità personale che, solitamente, riaffiora in alcuni periodi specifici dell'esistenza come l'infanzia e l'adolescenza. L'identità non è un costrutto che appartiene puramente alla sfera psicologica ma presenta importanti connotazioni legate alla corporeità, componente probabilmente a maggior rischio di compromissione in persone considerate diverse dalla norma, come i disabili o gli obesi. E, se è vero che l'identità, anche quella corporea, è plasmata dal riconoscimento sociale - osservando il fenomeno con uno sguardo pedagogicamente orientato, emerge una problematica estremamente rilevante tipica dell'attuale società del benessere: l'aumento dell'incidenza dell'obesità fin da bambini, i quali sono, sempre più vittima di attacchi di bullismo, sviluppando nell'arco della vita un'identità corporea danneggiata, con un vissuto negativo sia a livello percettivo che attitudinale, senza riuscire a "scrollarsi di dosso" quel "grasso fantasma" che, arrivati all'età adolescenziale e all'età adulta, non avrebbe più motivo di segnare definitivamente una consapevolezza corporea negativa e surreale.