Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
La vecchia credenza. Una carezza futura Scarpellini Alessandro - Felici, 2024 - Memorie
Questa opera poetica di Alessandro Scarpellini è dialogo profondo col tempo attraverso la storia della sua famiglia che ha abitato i Lungarni per poi trasferirsi in periferia nelle case popolari. Tutto parte da suo padre Enio soprannominato Il Bimbo, partigiano a 16 anni, e dalle sue speranze deluse. Lo storico Pier Luigi Orsi nella prefazione elenca tre punti fondamentali che hanno a che fare con la sua esistenza: - richiamo a quanto successo, in modo convulso, in Europa in soli quattro anni (1935-1939) - contrapposizione alla vita "appartata" di un ragazzino di famiglia di ceto popolare in un piccolo comune della Toscana. - precoce scelta "virile", che lo accomuna ad altre, più illustri ma non per questo di maggior valore. Questo libro ricorda il romanzo in versi La camera da letto di Attilio Bertolucci e la silloge Camera oscura di Paolo Ruffilli... versi che toccano il corpo e il cuore, senza essere solamente nostalgia. Poi un guizzo e un fuoco libertario di luce: Una carezza futura... viaggio di suoni e parole che l'autore realizzerà con musicisti portando la poesia fra la gente come si augurava Leo Ferré, indimenticabile chansonnier francese: La poesia è un clamore e deve essere ascoltata come la musica (...) I versi devono fare l'amore nella testa dei popoli. Alla scuola della poesia non si impara: CI SI BATTE
L'astronave madre Scarpellini Alessandro - Felici, 2008
La prefazione è dello scrittore Ugo ricciarelli, vincitore del premio Campiello e Premio Strega. Dalla quarta di copertina scritta da Riccarelli si ricava il tema conduttore dei racconti: "Scarpellini parte da città reali per andare a esplorare i meandri dei labirinti che ci portiamo dentro, in bilico sempre tra i sogni e la realtà, tra la Storia e la creazione fantastica, tra la certezza e il dubbio. Amore, morte, desiderio, passione, magia, gioco, sangue. Materia e spirito in cui, in fondo, siamo fatti tutti, escono ad ogni pagina di questi racconti. Ci avvolgono, ci affascinano come probabilmente sapeva fare Sherazade per le sue mille e una notte attraverso le quali si guadagnò la vita e l'immortalità, lasciando in eredità a chi vuole raccontare il pesante e allo stesso leggero compito di percorrere la stessa via..."