Libri di Anneo Seneca Lucio
Bibliografia di Anneo Seneca Lucio: tutti i libri in vendita online editi da Foschi Santarcangelo Saggi letterari
Lettere a Lucilio. Testo latino a fronte Seneca Lucio Anneo Marino R. (Cur.) - Foschi (Santarcangelo), 2017 - I Classici
Le "Epistulae morales ad Lucilium" rappresentano l'espressione più matura della riflessione filosofica di Seneca. Si tratta di una raccolta di 124 lettere indirizzate all'amico e discepolo Lucilio, composte durante gli anni di ritiro dalla vita pubblica tra il 62 e il 65 d.C. Con una scrittura raffinata e uno stile decisamente nuovo rispetto a quello più ampolloso di Cicerone, le Lettere rappresentano uno straordinario documento del sentimento drammatico dell'esistenza. Partendo da problematiche di vita quotidiane, egli affronta argomenti di diversa natura, mettendo in luce le incertezze e le contraddizioni che lacerano ogni uomo e indicando, lettera dopo lettera, il cammino verso la libertà interiore e la virtù.
La clemenza. Testo latino a fronte Seneca Lucio Anneo Marino R. (Cur.) - Foschi (Santarcangelo), 2017 - I Classici
Il dialogo "De clementia" parla di ciò per cui ogni uomo politico dovrebbe lottare: la giustizia, il benessere comune, la dignità e il rispetto dell'uomo in quanto uomo, nel segno di una clementia che pone il diritto al di sopra di ogni sopruso e di ogni inclinazione a nocere. Si tratta di un'opera di filosofia politica in cui Seneca teorizza e celebra il 'potere illuminato' e, per tale ragione, ebbe grande successo ed esercitò un notevole influsso anche sul pensiero politico dell'età moderna.
La provvidenza. Testo latino a fronte Seneca Lucio Anneo Andreoni Fontecedro E. (Cur.) - Foschi (Santarcangelo), 2017 - I Classici
Il "De providentia" appartiene a quella raccolta di dieci opere che Quintiliano raccolse e identificò con il nome di "Dialogi" e in cui figura come primo. Dedicato all'amico e discepolo Lucilio, non affronta il tema della provvidenza sul piano della metafisica, ma l'autore precisa che in esso si limiterà a "difendere la causa degli dei", in quanto Lucilio non dubita della provvidenza divina ma ha solo delle perplessità a riguardo. Si tratta quindi di una teodicea, o giustificazione del comportamento della divinità, dal momento che il credo nella provvidenza divina è messo in crisi dai "mali" che capitano ai buoni. Seneca affronta il problema capovolgendo il concetto in semplici "malanni" e, imputando unicamente all'uomo la responsabilità del male - che consiste nel solo "male morale" - assolve la divinità da ogni responsabilità.