Libri di Silvestri
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Come lo scriba del Vangelo che trae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Matteo 13, 51-52. Anno A Silvestri Giovanni Aiosa C. (Cur.) - Arianna, 2024
Matteo 13,51-52. Commenti al vangelo della domenica di padre Giovanni Silvestri. Pubblicazione Finanziata dalla Fondazione PG 5 cuori e dall'Associazione Anthropos con il patrocinio gratuito della Parrocchia di Polizzi Generosa. <<... Nella sua presidenza della Fondazione PG 5 cuori, tutti abbiamo avuto modo di avvertire il calore della sua amicizia, il suo farsi prossimo a ognuno di noi con estrema delicatezza ...Fin dal giorno della sua improvvisa scomparsa abbiamo deciso di pubblicare i suoi commenti al vangelo della domenica che padre Gianni ci ha offerto per tre anni. Nel primo anniversario della sua morte, assieme all'Associazione Anthropos, di cui padre Gianni è stato socio fondatore, diamo alle stampe i suoi testi, in un elegante cofanetto che raccoglie tre anni liturgici. La nostra chat, ogni domenica, si apriva con il suo commento; le sue parole avvolgenti e coinvolgenti ci hanno accompagnato, ci hanno sostenuto. Francesco MarabetiPresidente della Fondazione PG 5 CUORI
Come lo scriba del Vangelo che trae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Matteo 13, 51-52. Anno C Silvestri Giovanni Aiosa C. (Cur.) - Arianna, 2024 - Zabbara-Novecento
Consegniamo alle stampe i commenti al vangelo della domenica di padre Giovanni Silvestri, a un anno dalla sua improvvisa scomparsa, mossi unicamente dalla volontà di mantenere viva la sua memoria in mezzo a noi, a quanti lo hanno conosciuto, a quanti lo hanno incrociato nel proprio cammino, a quanti hanno goduto della sua amicizia, a quanti sono stati destinatari e testimoni del suo altissimo insegnamento, della sua profondissima cultura, della sua sapienza e creatività pastorale, della sua delicata umanità. Dal 2020 sino a qualche giorno prima della sua morte, il 28 dicembre 2023, padre Giovanni, prete social, come lo ha definito un amico comune, ha utilizzato Facebook per inondare la rete di parole profetiche, di parole di speranza, interrompendo con intelligenza e saggezza, il flusso di parole superficiali, vuote, fatue, inconsistenti, povere, a tutte e a tutti offrendo parole profonde, serie, vere, a tratti estremamente e decisamente provocatorie. Come lo scriba del vangelo, che trae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche, secondo quanto leggiamo in Matteo, 13,51-52, puntualmente ogni domenica, padre Giovanni ha condiviso il suo commento al vangelo, che poi riprendeva nelle sue omelie durante la messa, venendo incontro alla sete di verità di quanti, credenti e non credenti, lo seguivano e commenta- vano le sue riflessioni. Nei suoi commenti, padre Giovanni, ha offerto, per tre anni consecutivi, un profondo itinerario mistagogico, un respiro che ha scandito i ritmi del tempo umano, ispirato e orientato la fede di molti, direi tantissimi, entrando delicatamente nei tornanti a volte tortuosi della vita. Un modo intelligente di evangelizzare, di annunciare, cioè, la buona notizia del vangelo, un modo efficace per spezzare, oltre le mura della chiesa, la Parola di Dio. Da esperto sociologo quale era, sapeva bene che le persone vanno raggiunte nella loro concretezza, rispettate nelle loro scelte, anche quelle relative alla fede, a tutte e a tutti accostandosi senza pregiudizi e/o preconcetti, semmai interpretandone i desideri e i bisogni più intimi, nel rispetto assoluto delle loro libertà. Da competente teologo e liturgista, poi, era ben consapevole che l'annuncio del vangelo deve incarnarsi nella storia, deve fare proprie le speranze e le gioie dell'uomo contemporaneo, deve parlare al cuore di ognuno. I suoi commenti al vangelo domenicale lo testimoniano. Sono pagine vibranti, "eversive", "rivoluzionarie" in senso evangelico. (Dalla prefazione di Clara Aiosa)
Come lo scriba del Vangelo che trae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Matteo 13. 51-52. Anno B Silvestri Giovanni Aiosa C. (Cur.) - Arianna, 2024
Consegniamo alle stampe i commenti al vangelo della domenica di padre Giovanni Silvestri, a un anno dalla sua improvvisa scomparsa, mossi unicamente dalla volontà di mantenere viva la sua memoria in mezzo a noi, a quanti lo hanno conosciuto, a quanti lo hanno incrociato nel proprio cammino, a quanti hanno goduto della sua amicizia, a quanti sono stati destinatari e testimoni del suo altissimo insegnamento, della sua profondissima cultura, della sua sapienza e creatività pastorale, della sua delicata umanità. Dal 2020 sino a qualche giorno prima della sua morte, il 28 dicembre 2023, padre Giovanni, prete social, come lo ha definito un amico comune, ha utilizzato Facebook per inondare la rete di parole profetiche, di parole di speranza, interrompendo con intelligenza e saggezza, il flusso di parole superficiali, vuote, fatue, inconsistenti, povere, a tutte e a tutti offrendo parole profonde, serie, vere, a tratti estremamente e decisamente provocatorie. Come lo scriba del vangelo, che trae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche, secondo quanto leggiamo in Matteo, 13,51-52, puntualmente ogni domenica, padre Giovanni ha condiviso il suo commento al vangelo, che poi riprendeva nelle sue omelie durante la messa, venendo incontro alla sete di verità di quanti, credenti e non credenti, lo seguivano e commenta- vano le sue riflessioni. Nei suoi commenti, padre Giovanni, ha offerto, per tre anni consecutivi, un profondo itinerario mistagogico, un respiro che ha scandito i ritmi del tempo umano, ispirato e orientato la fede di molti, direi tantissimi, entrando delicatamente nei tornanti a volte tortuosi della vita. Un modo intelligente di evangelizzare, di annunciare, cioè, la buona notizia del vangelo, un modo efficace per spezzare, oltre le mura della chiesa, la Parola di Dio. Da esperto sociologo quale era, sapeva bene che le persone vanno raggiunte nella loro concretezza, rispettate nelle loro scelte, anche quelle relative alla fede, a tutte e a tutti accostandosi senza pregiudizi e/o preconcetti, semmai interpretandone i desideri e i bisogni più intimi, nel rispetto assoluto delle loro libertà. Da competente teologo e liturgista, poi, era ben consapevole che l'annuncio del vangelo deve incarnarsi nella storia, deve fare proprie le speranze e le gioie dell'uomo contemporaneo, deve parlare al cuore di ognuno. I suoi commenti al vangelo domenicale lo testimoniano. Sono pagine vibranti, "eversive", "rivoluzionarie" in senso evangelico. (Dalla prefazione di Clara Aiosa)