Libri di Charles Simic
Bibliografia di Charles Simic: tutti i libri in vendita online editi da Adelphi Raccolte di poesia di singoli poeti
Club Midnight. Testo inglese a fronte Simic Charles - Adelphi, 2008 - Piccola Biblioteca Adelphi
L'inconfondibile impasto di mistero e quotidianità e la trasparenza della parola che li dice hanno subito fatto riconoscere in Charles Simic uno dei maggiori poeti contemporanei. E in questo libro, che raduna My Noiseless Entourage e una scelta dai Selected Poems, il suo universo - fisico e mentale - si mostra con una vividezza abbagliante. Un universo di interni desolati e di periferie hopperiane abitate da gente anonima, dove gli oggetti sembrano giacere spaesati dopo aver perduto ogni funzione. Un'America di luoghi e immagini di memorabile intensità - cinematografi abbandonati, bische clandestine, biblioteche di quartiere, diner notturni, giardini deserti, polvere, specchi, strade senza fine, cicli di un azzurro perenne -, dove si affacciano ombre e presenze indecifrabili, sospetto di metafisica subito soffocato dallo scetticismo e dall'ironia.
Hotel Insonnia Simic Charles Molesini A. (Cur.) - Adelphi, 2002 - Piccola Biblioteca Adelphi
Charles Simic, ironico, sfrontato, guizzante e tenero poeta, ama particolarmente la lirica breve. L'insonnia è la sua malattia. Il suo sguardo, attratto dalle zone di confine, si posa spesso su una regione sospesa tra il sonno e la veglia, la fantasticheria e la contemplazione in cui il lettore si trova, in un primo momento, spaesato. Le sue parole ricreano fotogrammi dall'inquadratura decentrata, ritraggono dettagli della realtà per mostrarne l'elemento alieno che vi è inglobato. Un elemento che vive a nostra insaputa e sotto i nostri stessi occhi.
Il mostro ama il suo labirinto Simic Charles - Adelphi, 2012 - Piccola Biblioteca Adelphi
Simic, cui la forma oscillante tra l'aforisma e la prosa breve sembra particolarmente congeniale, siede a giudicare se stesso e il mondo. Ed è un giudice-poeta chiaroveggente e bizzoso, improvviso negli scatti d'ira e nelle smanie d'amore, che crede "nella irrimediabile e caotica mescolanza di ogni cosa", e usa "il caso come attrezzo per demolire le nostre associazioni abituali". Ora striglia i politici guerrafondai e gli intellettuali loro complici, ora racconta con macabra ironia vecchie storie dei Balcani (quel luogo d'Europa la cui economia si regge sulle "fabbriche di orfani e gli allevamenti di capri espiatori"). Stralunato e lubrico, "avanzo di galera di tutti i paradisi terrestri", non cessa di meravigliarsi della stupidità umana, ingrediente segreto della storia, ma anche dell'enciclopedia di archetipi celata in ciascun oggetto. Ad ogni pagina, guizzi fulminei e collegamenti interrotti: "una melodia allegra suonata con malinconia", un'immagine sfocata di sé colta di sfuggita in uno specchio egizio, qualcosa "a metà tra l'infinito e lo starnuto", un "saporito stufato casalingo di angelo e bestia".