Libri di Lorenzo Spurio
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Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell'assenza per Federico García Lorca Spurio Lorenzo - Poetikanten, 2016 -
Questa plaquette contiene una decina di poesie in qualche modo ispirate dalla figura e dalla poesia di Federico García Lorca, nella ricorrenza degli 80 anni dal suo assassinio. Molte poesie hanno tratti sensitivi e impressionistici: "Doloroso [è] il suono della cicala"; "Le ali delle vespe battevano troppo veloci/ per riflettersi nell'argento liquido dei giorni" mentre la luna si nasconde "Con lo scuro incorporato e/ la camicia inargentata". La silloge è al tempo stesso una rievocazione ed un'invocazione del poeta, con un fondo di accoramento che si scioglie nel colloquio con le piante e con la natura, in sintonia col sentire del poeta e in risonanza con i suoi versi: "Os hablan las cosas/ y vosotros no escucháis" come Spurio cita il poeta in esergo. A volte l'aggancio è ulcerante come un uncino: "una madre rimesta nell'utero con dita adunche"; "El niño che ha muerto era listo para vivir/ Corría al bordo del rio con risa suave", annota il poeta marchigiano direttamente nell'idioma spagnolo. Ma anche la rievocazione più accorata rifiorisce nella freschezza della poesia di Federico, che ci piace ricordare con "Sul volto un sorriso di gigli freschi" (Corrado Calabrò).
Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell'assenza per Federico García Lorca Spurio Lorenzo - Poetikanten, 2020
Questa seconda edizione della plaquette poetica di Lorenzo Spurio, dedicata a Federico García Lorca nella ricorrenza degli ottanta anni dal suo assassinio (pubblicata in prima edizione nel 2016), viene riproposta in maniera ancor più intima. Ad arricchirla sono, oltre alle illustrazioni a china del Maestro campano Franco Carrarelli, già presenti nella prima edizione, alcuni contributi critici di eminenti esponenti del panorama culturale italiano che hanno, nel tempo, letto e apprezzato questo volume-testamento, questo canto accorato d'amore verso uno dei poeti più celebri al mondo. Il ricordo di Spurio, sui tormentati momenti che anticiparono l'assassinio dell'uomo, si fa a tratti cronaca a tratti squarcio surrealista, in una compartecipazione emotiva stupefacente per la quale, il noto poeta e critico letterario Dante Maffia, ha definito Spurio, in relazione allo stesso Lorca, come "suo fratello". Corrado Calabrò ha scritto che "la silloge è al tempo stesso una rievocazione ed un'invocazione del poeta, con un fondo di accoramento che si scioglie nel colloquio con le piante e con la natura, in sintonia col sentire del poeta e in risonanza con i suoi versi".