Libri di Maurizio Ternavasio
Bibliografia di Maurizio Ternavasio: tutti i libri in vendita online editi da Araba Fenice BIOGRAFIE E STORIE VERE
Gipo Farassino. Vita, storie, canzoni Ternavasio Maurizio - Araba Fenice, 2015
Gipo Farassino ha cantato Torino. Nato nel 1934 in Barriera di Milano, al numero 6 di via Cuneo, da giovane ha girato il mondo; tornato nella sua città alla fine degli anni '60, è diventato il testimone fedele dell'anima piemontese, prima del boom economico che avrebbe cambiato tutto. Gipo ha messo in scena un Piemonte e una Torino d'altri tempi, ha composto canzoni in piemontese ma anche in italiano. Ci ha lasciato nel 2013, alla soglia degli ottant'anni, e il ricordo del suo teatro, inventato all'inizio degli anni Settanta insieme a Massimo Scaglione, regista e amico, non è per nulla sbiadito. Poi, negli anni Ottanta, l'avventura politica: anche in quel periodo "diverso" della sua vita, Gipo ha saputo stare vicino alla sua gente al suo pubblico, che ha continuato a seguirlo e ad amarlo. Un omaggio alla vita e all'opera di uno chansonnier, un teatrante, un barrierante, come lui stesso amava definirsi.
Pitigrilli. L'uomo dalle troppe vite Ternavasio Maurizio - Araba Fenice, 2025
Sembra il nome di un personaggio uscito dai cartoni animati, il suo. Invece Pitigrilli (che in realtà era il torinesissimo Dino Segre, ebreo da parte di padre) è stato uno degli scrittori di maggior successo negli anni Venti e Trenta: i suoi romanzi osè che scandalizzavano l'Italia ai tempi del fascismo- basti pensare a "Cocaina" e a "Le vergini a 18 carati" - hanno venduto milioni di copie e sono stati tradotti in 16 lingue. Ma Pitigrilli, classe 1893, è stato anche giornalista scavezzacollo, tanto da essere stato sfidato a duello da D'Annunzio per un articolo non gradito, fondatore e direttore di varie riviste (come la famosissima "Le Grandi Firme", uscita nel 1924), aforista di caratura internazionale, amante della celebre poetessa Amalia Guglielminetti nonché marito di Lina Furlan, la prima penalista italiana. Tanti per lui gli incidenti di percorso e le beghe giudiziarie. Come quella che lo ha visto protagonista nell'immediato dopoguerra quando si scoprì che tra il 1930 e il 1938 era stato un informatore dell'Ovra, la famigerata polizia segreta del regime. E in tale ruolo, con le sue puntuali informazioni scritte a mo' di romanzo, aveva fatto arrestare numerosi antifascisti torinesi di Giustizia e Libertà, alcuni dei quali ebrei come lui. Nel 1940 si era convertito al cattolicesimo, nel 1948 si era rifugiato per un decennio in Argentina per sfuggire ad eventuali rappresaglie relative ad un passato scottante. Pitigrilli è morto a Torino, dimenticato da tutti, nel 1975.