Libri di Cur Tosi
Bibliografia di Cur Tosi: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Ets Storia dell’arte: stili artistici
I colori dell'anima. Giuseppe Viviani (1898-1865). Ediz. illustrata Tosi A. (Cur.) - Edizioni Ets, 2023 - Fuori Collana
"Sono i colori dell'anima": così Giuseppe Viviani giustificava il magico accordo cromatico di un suo dipinto del 1941 (La zuppiera) tanto amato dall'amico Giuseppe Mesirca. Con poetica semplicità, l'artista spiegava tutto. Nella tavolozza del pittore come nella lastra dell'incisore, i suoi colori e i suoi segni affascinavano molti dei grandi intellettuali, conoscitori e collezionisti della prima metà del '900, da Sebastiano Timpanaro a Carlo Ludovico Ragghianti, da Enzo Carli a Giuseppe Mesirca, da Piero Chiara a Giovanni e Vanni Scheiwiller. E con gli occhi di oggi, i colori dell'anima sono ancora in grado di trasmettere emozioni tra le più intense alla contemporaneità. A distanza di oltre mezzo secolo dalle grandi mostre antologiche che Pisa tributava al maestro nel 1960 e nel 1966, e dopo la recente Segni con l'odore del mare dedicata alle incisioni, le sale del Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi tornano a presentare un'ampia selezione di dipinti, disegni e incisioni dell'artista pisano. Pittore di notevolissima originalità e straordinaria densità poetica, con Giorgio Morandi e Luigi Bartolini incisore tra i più apprezzati del '900 - e come l'incisore marchigiano anche scrittore e poeta - Giuseppe Viviani (1898-1965) ha popolato le sue opere di gelatai e biciclette, cani e cocomeri, monumenti in miniatura e foglie di fico, raccontando una malinconica, struggente periferia surreale e fiabesca. In un suggestivo percorso cronologico, con opere provenienti da collezioni pubbliche e private e di cui molte riscoperte e riproposte per l'occasione, la produzione dell'artista viene ricomposta attraverso i più significativi momenti espositivi che ne hanno accompagnato l'ampio successo internazionale.
Atlante di pietra. Incisioni di Franco Fanelli. Catalogo della mostra (Museo della Grafica, Pisa, 11 ottobre - 8 dicembre 2024). Ediz. illustrata Tosi A. (Cur.) - Edizioni Ets, 2024 - Fuori Collana
Una splendida serie di incisioni di Franco Fanelli, datate dal 1985 ad oggi, compone il catalogo di questa mostra, curata da Alessandro Tosi e allestita al Museo della Grafica di Pisa. Geologia e archeologia si intersecano nella grafica incisa dell'artista torinese a partire dalle tre opere che cronologicamente aprono il percorso: due versioni de "Il sogno di Gordon Pym" (1985) e "Sentinel" (1987). L' ispirazione letteraria percorre tutta la quarantennale attività dell'incisore torinese, da Poe a Melville, da Conrad a Lovecraft, da Borges a Landolfi, da Manganelli a Jesi, sino alla poesia di John Donne, Gongora y Argote, Holan e Celan. Queste suggestioni si riverberano in temi e procedimenti che esaltano le potenzialità materiche e processuali dell'incisione. Fanelli guarda anche alla natura pietrificata ma metamorfica dell'incisore olandese seicentesco Hercules Seghers e alla trasmutazione della rovina in natura, anatomia e paesaggio delle indagini archeologiche di Piranesi. In questo senso, i due grandi "Scudi" della serie "Sibyllae" (1987-89, il primo nato dall'elaborazione della testa di una balena megattera) accolgono magmatiche concrezioni, risultato di un palinsesto di segni in cui anche le tracce superstiti di pentimenti, abrasioni e progressive morsure assumono carattere di immagine. Le cinque opere citate sono il prologo di un percorso espositivo che ha il suo tema dominante nell'esplorazione del tempo e del suo manifestarsi. Ne "Il sogno dell'archeologo" (2010-2015) un'immaginaria escavazione mineraria porta alla luce le tracce di misteriose civiltà antecedenti lo stesso tempo geologico. Nel trittico del 2014-18 intitolato a tre diversi portatori di visionarietà quali l' archeologo Schliemann, lo scrittore e antropologo Caillois e il rivoluzionario e utopista Blanqui, Fanelli invece mostra come vedute differenti della stessa pietra ne mutino radicalmente le possibilità "fisionomiche". Nelle più recenti composizioni, piccoli frammenti archeologici sono abbinati a reperti geologici di diverse provenienze geografiche e a frammenti di pietre litografiche e grafite per comporre domestici teatrini ("Circo minimo", "Histoire d'une tête", 2020) o mappe immaginarie concepite come "Tabulae lusoriae". Questo "Atlante di pietra" ha i suoi fogli conclusivi nei torsi loricati che affiorano in "Campo barbarico", negli elmi costruiti con pietre e materiale di recupero ("Personaggi nella notte") e nell'opera più recente, dove le rovine di mura romane del III secolo implodono per dare forma a un immaginario "Monte Severiano". I saggi in catalogo sono di Alessandro Tosi, Direttore del Museo della Grafica, e di Gianfranco Adornato, docente di Archeologia Classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.
Le arti del XX secolo Carlo Ludovico Ragghianti e i segni della modernità Tosi A. (Cur.) - Edizioni Ets, 2011
Le arti del XX secolo Carlo Ludovico Ragghianti e i segni della modernità - Edizioni ETS