Libri di Giuseppe Turturiello
Bibliografia di Giuseppe Turturiello: tutti i libri in vendita online editi da Eretica Storia della filosofia occidentale
Discorso sull'impossibilità dell'esistenza di Dio Turturiello Giuseppe - Eretica, 2018
"Al contrario di Platone, Diogene il Cinico, Protagora e Democrito di Abdera, Epicuro, Teodoro di Cirene, e poi il romano Lucrezio sconsigliavano apertamente di smetterla di invocare delle pietre rivolgendosi attraverso di esse al cielo, con la speranza che la giustizia stesse in quei simulacri: poiché la prova più certa dell'inesistenza degli dèi - tralasciando la metafisica - sta tutta nella malvagità della natura. Diogene era solito dire infatti: 'la prova dell'assenza degli dèi sta tutta nei beni che toccano agli uomini malvagi e sciocchi, e nelle sofferenze che toccano invece agli uomini giusti e sapienti'; anche se Diogene si riferiva al culto formale delle pietre e non a una provvidenza, gli altri tuttavia neanche a una provvidenza: costoro erano davvero atei [...]. Questo saggio filosofico ha come scopo precipuo quello di distruggere la teologia dei monoteismi, e di far venire così alla luce la verità filosofica della divinità. Mi sono servito, attraverso l'analisi metafisica, di tutte le armi che ha in possesso questa scienza per rischiarare dalle tenebre il concetto stesso della provvidenza." (L'autore)
Il mondo come volizione o l'apparente senso del mondo Turturiello Giuseppe - Eretica, 2021
In filosofia si è sempre questionato sul problema della libera scelta, del libero arbitrio o del libero agire; secondo una teoria fatalistica non si potrebbe compiere nulla di voluto nell'uomo, secondo il mero meccanicismo saremmo proprio noi a volere oppure a non volere le cose in questo mondo: si può violare la validità di ogni teoria fatalistica con l'impossibilità che ha ogni santo uomo di compiere volutamente il male per sé stesso (ad esempio con un delinquente che finisce in carcere per una sua malefatta per via di un reato che sa essere un reato), perché sarebbe Dio o un architetto l'artefice della sua rovina, mentre si può violare ogni teoria meccanicistica con l'impossibilità che ha un uomo di scegliere qualcosa volutamente, perché si andrebbe a porre nell'atto pratico della scelta il bene quanto il male (ad esempio con un uomo che decide di scegliere una sua passione - come un artista - rimettendoci a sue spese la propria felicità personale quando nasce con una determinata disposizione introversa), pertanto sarebbe da sciocchi credere che non ci sia un'innata predisposizione nell'essere per qualcosa.
Esortazione alla filosofia. Potentine, abbiccì dell'artista Turturiello Giuseppe - Eretica, 2020
"Essere un artista significa quindi compenetrare le idee platoniche del mondo, compenetrare quell'abisso insondabile in cui vive l'uomo, rappresentando quell'insondabile attraverso un'opera artistica. Alla fin fine, un artista è l'uomo che viene a capo della vanità del mondo. Si pensi al Leopardi, da vero e nobile artista quale fu, che, nelle sue liriche, seppe spiegare nei più incantevoli versi questa congiuntura. Si pensi invece a tutti quegli pseudoartisti che provano con la ragione a convincerci del contrario, dipingendoci delle bellezze illusorie, come l'amore, che dovrebbero farci vedere il mondo come un luogo in cui esiste un qualche scopo, non finalistico ma almeno eudemonologico. La verità è che è l'arte il solo mezzo per dirozzare l'anima degli esseri umani: quando infatti studiamo le opere degli artisti, che così si possono chiamare, veniamo a conoscenza delle verità assolute dell'esistenza, e, se pur così distanti tra loro, gli artisti tanto dell'antica Grecia, dell'antica Roma o semplicemente della storia dell'Occidente, ci spiegano sempre la stessa verità rivista attraverso costumi e tempi dissimili tra di loro..."