Libri di Ri Val
Bibliografia di Ri Val: tutti i libri in vendita online editi da Donzelli SCIENZE UMANE
Ammalò di testa. Storie del manicomio di Teramo (1880-1931) Valeriano Annacarla - Donzelli, 2014 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Sul finire dell'Ottocento, in un contesto scandito dalla povertà, dal vagabondaggio e dalle trasgressioni dei costumi, fu aperto a Teramo il manicomio Sant'Antonio Abate, destinato a diventare uno dei più importanti dell'Italia unita. In questo studio, Annacarla Valeriano ripercorre le vicende di questo caso esemplare, analizzando gli scambi reciproci fra l'istituzione medica e la società e mostrando come il processo di medicalizzazione abbia portato alla fondazione di uno "spazio" preposto al controllo, alla gestione e al "recupero" delle fasce marginali. Ma il manicomio rappresentò anche, per l'Abruzzo, una straordinaria opportunità economica, trasformandosi nella più importante azienda del territorio. La "poliedricità" della struttura teramana emerge soprattutto quando ci si sofferma su ciò che si staglia alle spalle degli internamenti: i traumi e i cambiamenti tumultuosi che hanno percorso la società si traducono spesso in forme di alienazione mentale che il manicomio ha finito per amplificare. Centrale è il ruolo svolto dall'istituzione nella costruzione storica del "malato": in questo processo, la scienza psichiatrica e le tradizioni popolari contribuiscono alla definizione del malato di mente come categoria sociale a sé. In questo libro, le storie di vita sono il punto di partenza di un racconto che investe l'intera storia nazionale.
Malacarne. Donne e manicomio nell'Italia fascista Valeriano Annacarla - Donzelli, 2017 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
A quarant'anni dalla legge Basaglia, che ha sancito la chiusura dei manicomi, riemergono le storie e i volti di migliaia di donne che in quei luoghi hanno consumato le loro esistenze. In questo libro sono soprattutto donne vissute negli anni del regime fascista: figure segnate dal medesimo stigma di diversità che, con le sue ombre, ha percorso a lungo la società, infiltrandosi fin dentro i primi anni del l'Italia repubblicana. All'istituzione psichiatrica fu consegnata, dall'ideologia e dalla pratica «clinica» del fascismo, la «malacarne» costituita da coloro che non riuscivano a fondersi nelle prerogative dello Stato. Su queste presunte anomalie della femminilità, il dispositivo disciplinare applicò la terapia della reclusione, con la pretesa di liberarle da tutte quelle condotte che confliggevano con le rigide regole della comunità di allora. La possibilità di avvalersi del manicomio al fine di medicalizzare e diagnosticare in tempo «gli errori della fabbrica umana» non fece che trasformare l'assistenza psichiatrica in un capitolo ulteriore della politica sanitaria del regime.