Libri di Paul Verlaine
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- 9791281658264 Liturgie intime
I poeti maledetti. Testo francese a fronte Verlaine Paul - Il Saggiatore, 2024 - La Piccola Cultura
"I poeti maledetti" è il libro che apre la stagione all'inferno della poesia francese ed europea. L'opera che ha rivelato un modo di scrivere nuovo, al di fuori di ogni canone, rimanendo fedeli soltanto alla propria ambizione, alla propria immaginazione, al proprio talento. Quando, nel 1884, Paul Verlaine pubblicò questa raccolta, lo scandalo fu enorme. Era un'antologia rigorosa e sfuggente, che osava trattare con serietà quelle che allora apparivano come le voci più anomale, stridenti e sovversive in circolazione: Rimbaud, l'enfant prodige venuto dagli inferi; Mallarmé, il maestro visionario della poesia simbolista; Corbière, lo sdegnoso per eccellenza; Desbordes-Valmore, la musa drammatica e suprema; Villiers de L'Isle- Adam, il genio macabro e sconsacrato; e il misterioso Pauvre Lelian, sotto il cui anagramma si era nascosto lo stesso Verlaine. Abbandonati ancora giovani dalla vita, perseguitati da una sorte malinconica, spesso in preda alle convulsioni della droga e dell'odio verso i contemporanei, i sei «poeti maledetti» hanno incarnato la tensione più sconvolgente della letteratura occidentale. Allo stesso tempo, però, i maudits furono scrittori impareggiabili, artigiani millimetrici della parola oscura, sabotatori della norma e della tradizione per mezzo non soltanto dell'ebbrezza e dell'abiezione, ma di una fecondità e intransigenza stilistica senza eguali: astri di un firmamento divorato dall'Assoluto ma per sempre luminosi ai nostri occhi, se a più di un secolo di distanza tentiamo ancora di indagarne le profondità e forse, talvolta, ci illudiamo di comprenderne le tragiche urgenze.
I poeti maledetti. Testo francese a fronte. Ediz. bilingue Verlaine Paul - Il Saggiatore, 2017 - La Piccola Cultura
1884: Paul Verlaine dà alle stampe "I poeti maledetti", il libro più sconvolgente e scandaloso che di lì a poco avrebbe rivoluzionato ogni futuro avvicinamento critico ed esistenziale alla poesia. Un'antologia rigorosa e sfuggente, che convoca al seggio del maestro i sei poeti dannati della Francia ottocentesca - tra i quali Verlaine include anche se stesso sotto l'allusivo anagramma di Pauvre Lelian - e le loro opere più significative: Arthur Rimbaud l'enfant prodige venuto dall'inferno; Stéphane Mallarmé il maestro visionario della poesia simbolista; Tristan Corbière il Bretone, il marinaio, lo sdegnoso per eccellenza; Marceline Desbordes-Valmore la musa drammatica e suprema del fin de siècle; e Villiers de L'Isle-Adam il genio macabro e sconsacrato, morto senza riuscire a dare alla luce la sua opera centrale. Abbandonati giovani dalla vita, perseguitati da una sorte malinconica, spesso in preda alle convulsioni della droga e dell'odio per i contemporanei, i poeti maledetti di Verlaine incarnano la tensione più sconvolgente e mortale della letteratura occidentale, e la loro leggenda è spesso legata all'aura di anatemi e trasgressione che portavano con sé, al loro statuto universale di creature rovinosamente angeliche e refrattarie. Ma, come Verlaine dimostra in questo volume capitale, i maudits furono soprattutto scrittori impareggiabili, artigiani millimetrici della parola oscura, sabotatori della norma e della tradizione per mezzo non soltanto dell'ebbrezza e dell'abiezione, ma di una fecondità e intransigenza stilistica senza eguali. Uniti, formarono un gruppo di solitudini immortali, di ordigni esistenziali autodistruttivi, astri di un firmamento divorato dall'Assoluto, ma per sempre luminosi ai nostri occhi, se a distanza di decenni tentiamo ancora di indagarne le profondità e forse, talvolta, ci alludiamo di comprenderne le tragiche urgenze. Il Saggiatore ripropone "I poeti maledetti", il libro che ha aperto la stagione all'inferno della poesia francese ed europea. Un'opera microcosmica e travolgente che, abbattendosi sui princìpi e sui canoni moderni, ha modificato i parametri, spostato i limiti e reinventato le regole della poesia lirica in Occidente.
I poeti maledetti. Testo francese a fronte Verlaine Paul - Il Saggiatore, 2010 - Poesia
Corbière, Rimbaud, Mallarmé, l'anticipatrice Marceline Desbordes-Valmore, unica donna tra i maudit, Villiers de l'isle-Adam. E infine lui, il capo di quella che fu chiamata la «banda Verlaine». La banda che ha segnato la storia della poesia occidentale. Poeti maledetti - qui è nata la definizione - ma "avremmo dovuto dire Poeti Assoluti per l'immaginazione, assoluti nell'espressione". Così Paul Verlaine presenta questa sua celebre e discussa antologia. Sono le stelle di un firmamento che non si spegne. Ecco coloro che cercarono, per dirla con Rimbaud, la poesia "oggettiva". E che dopo l'incanto di Baudelaire scelsero di gettare intera l'esistenza nella ricerca dell'assoluto. Sono stati i nostri Ulisse, a bordo di battelli ebbri. Il loro viaggio è il nostro.