Romanzi fantascientifici
Narrativa fantascientifica e romanzi ambientati nel futuro
Londra 2100. Il risveglio del dormiente Wells Herbert George Pagetti C. (Cur.) - Mondadori, 2021 - Oscar Moderni. Cult
Graham attende con ansia l'arrivo del ventesimo secolo, foriero di progresso scientifico e sociale. Ma, caduto in un sonno profondissimo, dorme per oltre due secoli durante i quali le sue azioni in banca fruttano interessi enormi. Al risveglio, nella Londra del 2100, il Dormiente si ritrova a essere l'uomo più ricco e potente del mondo. Scoprirà però che grazie al suo denaro una minoranza di privilegiati schiavizza una enorme massa di lavoratori. E che le "tute blu", tenute nella miseria e nell'ignoranza e ridotte a vivere e lavorare nel sottosuolo della megalopoli, hanno un unico sogno: che il Dormiente risvegliatosi li guidi, novello messia, alla conquista della libertà. Attraverso gli occhi di Graham, le sue impressioni e le sue emozioni, il lettore scoprirà strutture urbanistiche di sorprendente modernità, messaggi politici ridotti a pochissime banali parole, prodigiose macchine che permettono di volare e la babele linguistica del Nuovo Mondo, dominato dalla brama capitalistica e in bilico fra trionfo tecnologico e caos apocalittico, fra l'ebbrezza del volo aereo e la minaccia di una dittatura proto-fascista, fra utopia e distopia. Un romanzo ricco di suggestive creazioni visive, animato da una continua invenzione linguistica, capace di unire la concretezza ossessionante dei dettagli con un sentimento di sospensione onirica. Il tutto con un'energia espressionistica degna del cinema di Fritz Lang.
La fanta-scienza di H. G. Wells: La macchina del tempo-L'isola del dottor Moreau-L'uomo invisibile-La guerra dei mondi-I primi uomini sulla luna Wells Herbert George Croci D. (Cur.) - Mondadori, 2018 - Oscar Draghi
"La stagione felice dei 'romanzi scientifici' (scientific romances) wellsiani copre un periodo che va dal 1895 al 1901: un momento delicato, nella storia dell'impero britannico, che raccoglie contraddizioni profonde e le restituisce raccontandole attraverso le narrazioni letterarie, traghettando il malessere della fine di un'epoca verso l'immaginazione di un nuovo ordine politico, sociale e culturale, che verrà e che forse ha ancora da stabilizzarsi. In questa cornice H.G. Wells è un testimone importante. Uomo di scienza che si converte alla letteratura, vorace lettore di ogni genere di materia e scrittore altrettanto generoso, Wells propone una visione della scrittura forse semplificata ma efficace. «Scrivo come cammino, perché voglio arrivare da qualche parte»: la dichiarazione riferita nella sua autobiografia (Experiment in Autobiography, 1934) è illuminante e ambiziosa, nella sua estrema semplicità. Chi scrive deve avere un obiettivo e sperabilmente raggiungerlo con i mezzi che ha a disposizione. Tra la data di pubblicazione della Macchina del tempo e quella dei Primi uomini sulla luna, il mondo cambia, o quantomeno viene pesantemente revisionato l'orizzonte contro il quale l'uomo misura il suo ruolo in relazione alle altre forme di vita. Wells riferisce le tappe di questo processo, non sappiamo con quanta consapevolezza, facendo quello che gli scrittori di fantascienza tentano di mettere in pratica ancora oggi: provare a immaginare il futuro per capire meglio il presente." (dall'introduzione di Nicoletta Vallorani)