Libri di Oscar Wilde
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- 9791257500627 Salomé
- 9791220069205 Il fantasma di Canterville
- 9788897301660 Il ritratto di Dorian Gray. Audiolibro. CD Audio formato MP3
- 9788866569329 Storie per bambini
- 9788830155077 Il ritratto di Dorian Gray
La ballata del carcere di Reading Wilde Oscar Boato S. (Cur.) - Se, 2020 - Piccola Enciclopedia
«Emerso da una specie d'eternità della fama a una specie d'eternità dell'infamia», la via d'uscita di Oscar Wilde, la sua «Vita Nuova», non gli evitò l'esilio dopo il carcere, l'invecchiamento precoce, la morte a quarantasei anni, ma gli permise ancora una pacata ironia, il distacco autocritico, la capacità di perdono e di amicizia, il non cedimento all'odio e alla malinconia. Ne sono testimonianza i due ultimi testi della sua vasta produzione letteraria: il primo è il De Profundis, titolo dato dal suo amico e curatore testamentario Robert Ross a una lunga «lettera dal carcere» indirizzata e mai spedita al principale responsabile della sua catastrofe giudiziaria, il giovane Bosie (Lord Alfred Douglas). Il secondo è la Ballata del carcere di Reading, suo capolavoro in versi, costituito di 109 sestine, e sua estrema difesa nella rappresentazione dell'amore stesso per cui fu incarcerato e infamato, nella discolpa di un condannato a morte che aveva ucciso «la cosa che amava», di fronte a tutti coloro che «La cosa che si ama uccidono / [...] / Con un bacio lo fa il baro, / Di spada il prepotente!», e infine nell'appello e rifugio in Cristo «finché i morti chiamerà». (Dallo scritto di Sandro Boato)
La ballata del carcere di Reading Wilde Oscar Boato S. (Cur.) - Se, 1999 - Piccola Enciclopedia
La ballata del carcere di Reading - SE
La ballata del carcere di Reading Wilde Oscar Boato S. (Cur.) - Se, 1999 - Piccola Enciclopedia
"Emerso da una specie d'eternità della fama a una specie d'eternità dell'infamia", la via d'uscita di Oscar Wilde, la sua "Vita Nuova", non gli evitò l'esilio dopo il carcere, l'invecchiamento precoce, la morte a quarantasei anni, ma gli permise ancora una pacata ironia, il distacco autocritico, la capacità di perdono e di amicizia, il non cedimento all'odio e alla malinconia. Ne sono testimonianza i due ultimi testi della sua vasta produzione letteraria: il primo è il "De Profundis", titolo dato dal suo amico e curatore testamentario Robert Ross a una lunga "lettera dal carcere" indirizzata e mai spedita al principale responsabile della sua catastrofe giudiziaria, il giovane Bosie (Lord Alfred Douglas). Il secondo è la "Ballata del carcere di Reading", suo capolavoro in versi, costituito di 109 sestine, e sua estrema difesa nella rappresentazione dell'amore stesso per cui fu incarcerato e infamato, nella discolpa di un condannato a morte che aveva ucciso "la cosa che amava", di fronte a tutti coloro che "La cosa che si ama uccidono [...] Con un bacio lo fa il baro, Di spada il prepotente!", e infine nell'appello e rifugio in Cristo "finché i morti chiamerà". (Dallo scritto di Sandro Boato)