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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Giappichelli pubblicati nella collana Bibliotheca Biblioteca Di Studi Giuridici con argomento Diritto
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788815397034 La teoria del diritto di Hans Kelsen. Una introduzione critica
Democrazia, potere e diritto. Contributi al dibattito odierno Ross Alf Serpe A. (Cur.) - Giappichelli, 2016 - Bibliotheca.Biblioteca Di Studi Giuridici
In "Demokrati, magt og ret" (Democrazia, potere e diritto), Alf Ross aveva selezionato e pubblicato alcuni articoli, comparsi già in diversi quotidiani danesi, lungo un arco di circa vent'anni, dal 1957 al 1974. La traduzione qui presentata è 'integrata', in appendice, da due significativi e più corposi saggi di qualche anno prima, saggi in cui Ross riflette e opera un confronto serrato con liberalismo, comunismo e socialismo: "Kommunismen og Demokratiet" (Il Comunismo e la Democrazia) e "Socialismen och Demokratin" (Il Socialismo e la Democrazia) pubblicati, rispettivamente, il primo autonomamente in lingua danese nel 1945, ed il secondo, in lingua svedese, nel 1947 sulla rivista "Tiden". Gli articoli di "Demokrati, magt og ret" mostrano, accanto al Ross teorico del diritto, altri volti del giurista danese. Da un Ross cronista e appassionato commentatore politico e sociale a un Ross impegnato nella pratica del diritto, fino ai giorni della sua scomparsa. Una scrittura, quella dei contributi qui raccolti, che si confronta con questioni reali che sono ad un tempo di filosofia del diritto, di diritto penale, di diritto internazionale, di scienza politica e di diritto comparato.
Figure del socialismo neokantiano. Tra rigore morale ragione giuridica e realtà politica Ridolfi Giorgio - Giappichelli, 2015 - Bibliotheca.Biblioteca Di Studi Giuridici
Questo libro vuole delineare il quadro filosofico-ideologico di un indirizzo intellettuale, sviluppatosi in Germania sul finire del XIX secolo. I maggiori protagonisti di esso hanno ritenuto che un'adeguata interpretazione di alcuni principi del pensiero kantiano avesse come naturale conseguenza una presa di coscienza del più profondo significato etico dell'ideale socialista. Le vicende dei principali esponenti della Scuola di Marburgo, ma anche di figure rispetto ad essa eccentriche, fanno emergere, come questione filosofica centrale, la delineazione degli ambiti di libertà concessi all'azione umana, soprattutto in relazione al radicale determinismo sostenuto dalla concezione materialistica della storia marxiana. Connesse a tale questione, appaiono, di conseguenza, quella delle posizioni politiche suscitate da simili interpretazioni, che coprono l'intero spettro che va dal riformismo all'oltranzismo rivoluzionario; e quelle giuridiche riguardanti, da una parte, la forma istituzionale adeguata a una società socialista, e, dall'altra, il rapporto che deve sussistere tra il diritto e la morale. E, per la soluzione di esse, i socialisti neokantiani ricorrono spesso a un orizzonte religioso di conferimento di senso.
Declinazioni del governare Frosini Tommaso Edoardo - Giappichelli, 2018 - Bibliotheca.Biblioteca Di Studi Giuridici
Asfaltar no es gubernar: perché governare è esercizio complesso e complicato, che non consiste certo nello svolgere la sola ordinaria amministrazione. Occorre sapere esercitare un potere non fine a se stesso ma orientato nella direzione di una riforma culturale e morale della società: la più vasta, profonda, partecipata e condivisa possibile. Che si deve tradurre in un buon governo, quale modo e metodo per la corretta gestione del bene comune, attraverso un chiaro e preciso programma di indirizzo politico nel quale valorizzare le esigenze e le aspettative della cittadinanza, che devono essere rivolte principalmente ed essenzialmente al perseguimento dei valori di giustizia e libertà. Governare è verbo che va declinato a seconda delle traiettorie istituzionali, che si intendono muovere nell'esercizio del potere di governo e nei (buoni e leali) rapporti con gli altri soggetti costituzionali. Certo, l'andamento dei rapporti che si vengono a stabilire fra gli organi costituzionali evoca il funzionamento della forma di governo. Che ha però perso i suoi stabili orientamenti, al punto da non essere più classificabile nella grande divisione fra parlamentarismo e presidenzialismo, tenuto conto che le variabili di entrambi hanno finito con il diversificare i criteri distintivi utili alla classificazione.