Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Alpine Studio pubblicati nella collana I Miti
Prossime uscite della collana I Miti
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788855370646 La cresta infinita. La Mazeno Ridge del Nanga Parbat
- 9788855370615 Solo la montagna è il mio boss. La vita estrema di Christoph Hainz
- 9788833245690 Gimondi mai così Felice
- 9788833240787 Enzo Ferrari. Le sue gioie terribili
Patrick Edlinger. Libero nell'aria Asselin Jean-Michel - Alpine Studio, 2023 - I Miti
Il mondo alpinistico rimase esterrefatto nel 2012 alla notizia che Patrick Edlinger, "l'uomo che ha inventato l'arrampicata", era morto per una banale caduta lungo una scala di casa sua. Protagonista assoluto dell'arrampicata libera negli anni tra gli Ottanta e i Novanta, aveva iniziato fin da ragazzo a muoversi come un ballerino sulla roccia e poi era diventato famoso per le sue scalate sulle pareti del Verdon, su difficoltà allora impensabili. Atletico, biondo e bellissimo, la sua immagine in azione su pareti lisce e verticali era diventata popolare su libri e riviste e grazie a un film, La vie au bout des doigts, che mostrava per la prima volta l'arrampicata come un capolavoro di eleganza. Nel 1995 un incidente nelle Calanques marsigliesi lo costrinse ad abbandonare l'arrampicata estrema, ma Patrick non abbandonò mai del tutto la sua attività e si trasferì nel Verdon proprio per essere vicino alle sue pareti più amate. Edlinger era molto amato, ma anche molto invidiato per il suo successo strepitoso. Eppure lui era un uomo semplice e schivo. La fama gli era piombata addosso quasi come un peso insostenibile. Negli ultimi anni dalla sua vita era depresso e si era allontanato dal mondo alpinistico. Jean-Michel Asselin era uno dei suoi più intimi amici; solo lui poteva tracciarne un ritratto veritiero, che stupirà i molti lettori che di Patrick hanno conosciuto soltanto l'aspetto pubblico di "dio dell'arrampicata".
La conquista del Fitz Roy Azema M. A. - Alpine Studio, 2021 - I Miti
La salita del Fitz Roy nel 1952 si colloca tra le grandi salite della storia dell'alpinismo. Enorme è l'importanza della sua ascensione, per via della lontananza della Patagonia negli anni Cinquanta e per la difficoltà della parete. Il Fitz Roy era stato tentato in precedenza da varie cordate europee, ma ai francesi riuscì l'impresa per primi, portando gli alpinisti Lionel Terray e Guido Magnone a raggiungere la cima lungo lo sperone nord-ovest, il 2 febbraio 1952. Una conquista che porta in sé anche una nota tragica per via della scomparsa di Jacques Poincenot, morto annegato in uno strano incidente mentre attraversava le impetuose acque di un torrente - appeso a una corda tesa che collegava le due sponde - alle pendici della montagna.