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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Aragno pubblicati nella collana Domani

LIBRO   9788893802895

Avrei voluto da giovane solo vivere Agustoni Nadia   -  Aragno, 2024  -  Domani

"Per cominciare, due cose: il libro di Nadia Alba Agustoni è in dialogo permanente con autrici e autori, magnetici e potenti come punti cardinali, ed è politico. Due sono anche i temi, fondamentali e cocenti: la «lotta di classe», che qui torna e torna, esplicitamente nominata e per due volte definita dalla propria stessa purezza, e il non binarismo di genere. Per trattare in poesia argomenti così, ci vogliono un tratto leggerissimo e un carattere (umano e tipografico) assai fermo. Agustoni li possiede entrambi, compone testi limpidi come cristalli: realissimi, taglienti e, insieme, visionari. A cominciare dalla struggente malinconia del titolo, Avrei voluto da giovane solo vivere rivendica - senza una lacrima - un desiderio e, soprattutto, un progetto di libertà, perché l'esistenza, singola e irriproducibile, di ognuno, costruisce il corpo del quale ciascuno dispone e disporrà per tutta la vita, al di là di ogni genere, costrizione, etichetta. Nadir, nome maschile arabo che abita le pagine di questo libro, è una variante minima di Nadia, primo nome dell'autrice, che contiene però pure il nome dell'Alba, in luminosa progressione, dal punto più in basso rispetto all'orizzonte (appunto il Nadir) al sorgere di qualcosa di nuovo. Ma il sorgere - o risorgere - non riguarda soltanto chi scrive, come sempre in Agustoni, bensì il plurale che si aggira nelle sue pagine limpide, e include quelli che la società ritiene scomodi, o irrilevanti, com'è pure la classe operaia, quasi socialmente morta, nonostante la schiera di vittime del lavoro, spesso nascoste, spesso dimenticate. Ma che libri di poesia come questo si ostinano a non abbandonare." (Maria Grazia Calandrone)

€ 15.00
LIBRO   9788893800976

Nomi distanti Anedda Antonella   -  Aragno, 2020  -  Domani

Le prime righe di questo libro ci parlano di mare, di freddo, di tremore; di «volti e corpi nel buio»; di richiami e risposte che «remano verso l'essenziale di ciò che sembra inesprimibile». Nel 1998, quando uscì "Nomi distanti", all'attivo Antonella Anedda aveva, presso piccoli editori lungimiranti, solo un libro di versi (che però una maestra come Amelia Rosselli aveva riconosciuto come «quasi capolavoro») e uno di prose. Se oggi invece è riconosciuta come la voce lirica forse maggiore della nostra lingua, lo si deve anche all'"allenamento" trascendentale, agli esercizi materiali e spirituali allora affrontati in questo libro segreto, pubblicato ancora più alla macchia: in ubriacante «slalom in ascesa» tra le lingue, traducendo e "variando" versi e prose di maestri più o meno vicini come Emily Brontë e Marina Cvetaeva, Ezra Pound e Zbigniew Herbert, Osip Mandel'stam e Philippe Jaccottet. Del resto proprio le categorie di Vicino e Lontano, di Proprio e Straniero, metteva radicalmente in questione Nomi distanti: come insegnato dal maestro fra tutti più decisivo, Paul Celan, quando pensava di raccogliere le versioni poetiche della sua «vita a fronte» sotto il titolo Vicinanza estranea. Il poeta straniero («tutti i poeti sono ebrei» diceva Cvetaeva, e traduceva appunto Celan) «scuote e sommuove», secondo Walter Benjamin, la lingua di chi accoglie, di chi traduce. Non è un incontro pacifico, non è irenica «fusione di orizzonti»: è fare esperienza, anche traumatica, dell'alieno, dell'«intruso». Ma quello choc, che tanto ci ha turbato, certe volte finiamo per scoprire che ci ha salvato la vita. Per esempio forgiando la lingua di colei il cui nome, non più distante, si salva come Antonella Anedda. (Andrea Cortellessa)

€ 15.00