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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da De Luca Editori D Arte pubblicati nella collana Cammei

I Branciforti in Sicilia nel Seicento. Collezionismo e ideologia libro
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LIBRO   9788865576076

I Branciforti in Sicilia nel Seicento. Collezionismo e ideologia Abbate Vincenzo   -  De Luca Editori D'arte, 2024  -  Cammei

Con i Branciforti (o Branciforte) siamo di fronte ad uno dei più illustri e potenti casati della nobiltà siciliana, uno dei tanti emergenti, gli stessi che tra il Cinque ed il Seicento per natali, titoli, ruolo, capacità, ambizioni, stile di vita e idee permisero insieme con le oligarchie locali e i patriziati urbani quel processo di graduale integrazione e di formazione di un'élite sovralocale, 'italiana' sotto l'egida dell'autorità spagnola. Il carattere cosmopolita di codeste classi di potere avrebbe contribuito a sfatare del tutto il mito di quella Sicilia 'chiusa' e 'isolata', sostenuto in passato da tanta storiografia. A questa terra, intellettualmente partecipe in pieno del dibattito nazionale ed europeo, e negli aspetti più vari, è dedicato questo libro a conferma di una condivisione di intenti e soprattutto di ideologie che permearono il Seicento, il secolo del grande collezionismo e del barocco. I Branciforti nei vari rami di famiglia ripopolarono feudi, ne intensificarono le colture, diedero vita alla nascita di nuovi centri abitati, ne esercitarono la giustizia mirando comunque ad un anelito comune: l'esercizo del vivere virtuoso nel pieno rispetto della natura, una natura portatrice di bellezza e di serenità d'animo lontano, molto lontano, dalle "insane piazze", quelle della mischia, dei veleni e delle invidie. Su tali scelte - promotori di una cultura densa di stimoli antiquari, mecenati di letterati, artisti e musicisti presso le loro corti, raffinati committenti di opere d'arte - si fecero tutti, per quanto in misura diversa e con i dovuti distinguo, portavoce e sostenitori di istanze filosofico-morali che a cavallo tra Cinque e Seicento e giù di lì per buona parte del secolo trovarono innegabile punto di riferimento negli insegnamenti e nel dibattito promosso dalle opere di eminenti personalità dell'epoca come Juste Lipsius (1547-1606), Guillaume du Vair (1556-1621) ed altri ancora, vale a dire coloro che con il loro pensiero contribuirono in maniera determinante alla fortuna dello stoicismo all'interno dell'apologetica cattolica del Seicento.

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L'orto del granduca. Botanica e agronomia nella Toscana di Cosimo III de' Medici libro
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LIBRO   9788865575222

L'orto del granduca. Botanica e agronomia nella Toscana di Cosimo III de' Medici Angelotti Daniele   -  De Luca Editori D'arte, 2022  -  Cammei

Negli anni di regno di Cosimo III de' Medici si assiste in Toscana all'ultima grande stagione sperimentale patrocinata dai principi medicei nell'ambito delle discipline botaniche e agronomiche. Erede di una tradizione familiare ben nota in Europa sin dal Rinascimento, questo sovrano investì ingenti risorse nell'orticoltura facendo tesoro delle ricerche condotte in accademie, università e spezierie granducali oltre che di quanto appreso da illustri maestri e durante i frequenti viaggi giovanili. Sostenendo studiosi quali Francesco Redi, Pietro Nati, Michelangelo Tilli e Pier Antonio Micheli, Cosimo III orientò le intuizioni e le esperienze della Nuova Scienza verso una piena maturità, favorendo uno straordinario avanzamento delle conoscenze legate al mondo vegetale. Strettamente complementari, le onerose spedizioni finanziate in terre lontane permisero a medici ed esploratori di reperire nuove varietà di erbe medicamentose, frutti e ortaggi che, affidati alle cure di giardinieri qualificati come Sebastiano Rapi e idealmente protetti da Vertumno e Pomona, si diffusero presto nei possedimenti granducali. Il disporre di queste essenze, rare e talvolta molto gustose, coniugava ornamento e utilità, in linea con l'esigenza di migliorare l'agricoltura, di sviluppare il commercio e, non da ultimo, con il desiderio del sovrano di mantenersi in salute adeguando la propria dieta al leggendario vitto pitagorico. Fondamentali per la trasversale ricerca qui presentata sono stati documenti d'archivio spesso inediti - tra cui carteggi, diari e inventari di collezioni botaniche - approfonditi in relazione ai trattati specialistici dell'epoca e alla produzione di disegni e dipinti naturalistici molto apprezzata alla corte granducale. L'orticoltura toscana tra il XVII e il XVIII secolo si contestualizza così in una vivacissima cornice di respiro internazionale, fornendo spunti preziosi per indagare pagine di storia considerate spesso, a torto, come minori.

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