Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Morlacchi pubblicati nella collana Zetema
La struttura dell'immaginativo umano Arman Mircea Mollo G. (Cur.) Igna V. (Cur.) - Morlacchi, 2021 - Zetema
Mircea Arman, in questo libro, ci prospetta il valore e la funzione di ciò che definisce come "immaginativo", da intendersi come "facoltà umana, capace di creare non solo un'opera d'arte, ma anche un mondo in sé, visto da una prospettiva implicitamente razionale". A tale scopo analizza il pensiero presocratico, che qualifica come "poetico", sino ad arrivare alle visioni filosofiche di Platone e Aristotele. Nel suo excursus, evidenzia l'apporto poetico di H?lderlin e Rilke, filtrato attraverso Heidegger, passando per alcuni esponenti del Medioevo, come Proclo. Il richiamo dell'Autore è a riscoprire l'essenza della conoscenza, tale che "il principale oggetto del conoscere non deve essere tanto il fenomeno esterno, ossia la realtà nella sua contingenza, ma il fenomeno ricostruito a livello della soggettività, che è l'immaginativo poetico". Nel suo confluire nella visione poetica di Dante Alighieri, Arman analizza l'importanza della lingua e la funzione della filosofia, per permettere all'uomo contemporaneo di affrontare il problema dell'intelligenza artificiale e per riconsiderare il valore delle dimensioni dell'Essere, intuibili e vivibili attraverso la poesia e la contemplazione.
Patire e potere. Politica e questione antropologica Alici Luca - Morlacchi, 2017 - Zetema
Nell'articolata fenomenologia della crisi che polarizza il dibattito contemporaneo, la riflessione etico-politica apre due ulteriori fronti problematici: da una parte, la tensione tra potere e politica, forse causa più che conseguenza del clima dominante di sfiducia; dall'altra, quella tra volontà e vulnerabilità, in cui si radicalizza un rigetto diffuso del limite. Il libro intende misurarsi con questo orizzonte complesso, che richiede un ripensamento del rapporto tra potere e politica, esplorato nella sua imprescindibile pertinenza etico-antropologica. Se il potere non si riduce a scomodo protagonista del "lavoro sporco" della politica, ma è primariamente connessione tra un agire e un patire, occorre mettersi alla ricerca di un ordine della convivenza che non trascuri la vulnerabilità, che non ceda alla mera potenza, che riscopra nella fragilità la propria radice: non più un potere che chiede più potere, ma un potere che, tra prossimità e distanza, impara a cedere potere per essere davvero generativo.