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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Rubbettino pubblicati nella collana Storie
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- 9791298614925 Dove vanno i piccioni quando piove?
- 9791282494069 Dammi mille romance. I libri da leggere almeno una volta nella vita
- 9791282459143 Mollan un giorno con la nonna. I lupini. Ediz. a colori
- 9791282459136 Mollan in cucina. I lupini. Ediz. a colori
- 9791282312103 Parli romano se... I termini che devi sapere per farti...
- 9791282312097 I segreti delle vie di Roma. Le storie che le strade
- 9791282232173 L'innocenza rubata
- 9791281992610 The pursuit of belonging
- 9791281956483 Sicilia segreta. Atlante sentimentale dell'isola
- 9791281891807 New sexy tales. Ediz. variant. Con 2 litografie. Vol. 5
My name is Totò. Storia di Totò Navarra che dal nulla ha creato un'azienda fatta di persone Amadore Nino - Rubbettino, 2016 - Storie
Questa è una storia che comincia dalle mani. Mani che coltivano la terra, mani che si riparano dal sole aspro della provincia di Caltanissetta. Sono mani che tengono poi una valigia, mani timide che arrivano in Inghilterra. "My name is Totò", dice il giovane Totò Navarra quando si presenta a Woking, periferia di Londra, per cercare un lavoro e un futuro. E sono le mani che gli danno speranza, mani esperte che curano giardini, tengono in ordine aiuole e parchi. Questa è la storia di una scommessa. Che non è andare via. É tornare. Non è più tanto giovane Totò Navarra quando decide di tornare nella sua terra per costruire un avvenire lì. Dall'Inghilterra alla Sicilia: lo prendono per pazzo. Ricomincia dalle mani: mani che puliscono scale e androni condominiali, mani che sanno l'umiltà del vero lavoro. Da lì comincia un'avventura chiamata PFE, che oggi, con migliaia di dipendenti, è una delle principali aziende di servizi di cleaning e Facility Management in Italia. Una bella storia siciliana, impastata di sogni, tenacia, sacrificio. La storia di Totò Navarra e della sua famiglia.
Bettino Craxi, dunque colpevole Amato Nicolò - Rubbettino, 2013 - Storie
Questo libro rievoca la vicenda giudiziaria di Bettino Craxi, senza riaprire le vecchie polemiche, bensì proponendo una riflessione serena perché, dopo vent'anni, ora che i Tribunali degli uomini hanno esaurito il loro compito, sia il Tribunale della Storia a esprimere un giudizio obiettivo. L'autore si sofferma sul clima violento, da tempo di guerra, con cui la pubblica opinione e gran parte dei mass media hanno pesantemente condizionato lo svolgimento dei procedimenti, rendendo difficile l'opera dei magistrati e la ricerca di una giustizia non condizionata politicamente. Tratta anche il giustizialismo che ha limitato la lotta dello Stato contro il terrorismo, la mafia e la corruzione. Prefazione di Vittorio Feltri
L'eretico. Mimì la Cavera un liberale contro la razza padrona Amadore Nino - Rubbettino, 2012 - Storie
È stato scritto tutto e il contrario di tutto. Ma c'è una cosa che nessuno ha mai avuto la sfacciataggine di scrivere a proposito dell'ingegnere Domenico La Cavera, detto Mimì: era simpatico. Maledettamente simpatico. E coinvolgente. Lo è stato tutta la vita con interlocutori di volta in volta diversi: dai vertici della Confindustria del secondo dopoguerra con cui poi ruppe violentemente a Enrico Mattei, da Peppino Alessi primo presidente della regione siciliana a Emanuele Macaluso, da Mauro De Mauro, a Vittorio Nisticò, direttore de "L'Ora", a Vito Guarrasi. E poi i rapporti con il presidente della Fiat Vittorio Valletta che riuscì a convincere a portare la Fiat in Sicilia e quelli con l'avvocato Gianni Agnelli. Per arrivare ai nostri giorni con l'amicizia condivisa e la stima con i dirigenti di Confindustria. E poi il grande amore per la più bella donna d'Italia, la diva Eleonora Rossi Drago, conquistata con la caparbietà e lo charme di un uomo che sapeva vivere. Il racconto della vita di Mimi, che Macaluso ha definito "un piccolo profeta disarmato", si intreccia con la storia della Sicilia e dell'Italia, con quello che l'isola poteva essere e non è stata. Il suo pensiero, oggi, resta alla base del lavoro di Confindustria Sicilia che nel 2005 lo aveva nominato presidente onorario ricucendo la ferita aperta con l'espulsione del 1959.