Libri di Cur Archetti
Bibliografia di Cur Archetti: tutti i libri in vendita online editi da Studium pubblicati nella collana Quaderni Di Brixia Sacra
Monti e San Vigilio di Rogno. Storia, società e vita religiosa nella Bassa Valcamonica. Ediz. a colori Archetti G. (Cur.) - Studium, 2017 - Quaderni Di Brixia Sacra
Con la sua chiesa dedicata a san Gaudenzio, alla fine del medioevo si crearono a Monti le condizioni per la separazione dalla pieve di Rogno e costituirsi in parrocchia; ad essa era collegata la chiesa sussidiaria di San Vigilio, eretta su uno sperone roccioso a sbalzo sulla valle, in un sito splendido ed evocativo in cui l'edificio sacro sanava il ricordo degli antichi fana pagani, perpetuati nella memoria onomastica del luogo. È davvero interessante come lo studio locale della storia sia espressione della storia universale. E sorprende come la vicenda di Monti e San Vigilio, pur lontana dai grandi centri urbani, semplice nel suo sviluppo e apparentemente circoscritta tra i boschi e le alture alpine, sia in verità pienamente attraversata dagli eventi generali che, grazie anche ad essa, si confermano nel loro fluire con i tratti dell'unicità.
Don Orione e il piccolo cottolengo milanese Archetti G. (Cur.) - Studium, 2015 - Quaderni Di Brixia Sacra
Fondato da don Luigi Orione nel 1933 e benedetto dall'arcivescovo Ildefonso Schuster, che inaugurò pure la parrocchia di San Benedetto annessa al Piccolo Cottolengo, questo «transatlantico della carità» o «cittadella della carità e della preghiera», come lo definì il cardinal Giovanni Bat- tista Montini in occasione di una delle sue visite annuali, ebbe umili origini alla periferia di Milano, dove un tempo sorgeva la villa Restocco dei baroni Monti. «Il Piccolo Cottolengo - scriveva don Orione nel 1935 - è come un piccolo grano di senape cui basterà la benedizione del Signore per diventare un giorno grande albero, sui cui rami si poseranno tranquilli gli uccelli», che «qui sono i poveri più abbandonati, nostri fratelli e nostri padroni». Nel 1937, la modesta casa stracolma di indigenti e oggetto di mille richieste di accoglienza, divenne un articolato progetto, degno della migliore tradizione caritativa ambrosiana, e a farsene carico fu l'architetto Mario Bacciocchi. La fabbrica crebbe unitaria e grandiosa, senza cedimenti a inutili orpelli decorativi, lineare e funzionale agli scopi caritativo-assistenziali per cui era stata pensata, quasi una maestosa costruzione medievale secondo lo stile lombardo, in cotto come la basilica di Sant'Ambrogio. Lo spirito che la animava era quello del Vangelo per «fare del bene a tutti e del bene sempre», come amava dire don Orione. Occuparsi del Piccolo Cottolengo Milanese significa ripercorrere un tratto di storia cittadina fatta di grandi famiglie e di una miriade di benefattori che hanno sostanziato con le loro liberalità l'impegno millenario della Chiesa. Ciò con l'originalità dello stile di don Orione, che non chiedeva a chi bussava alla porta il nome di battesimo o la fede di appartenenza, «ma soltanto se aveva un dolore». Attualmente il Piccolo Cottolengo si sta trasformando in un moderno centro polivalente, dove, accanto ai tradizionali bisogni legati alla disabilità fisica e psichica, sono ospitati anziani, sono forniti servizi assistenziali e sanitari, sono sostenute attività educative a vasto raggio e si guarda alle nuove povertà e richieste di accoglienza della vita odierna.