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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Apogeo Education pubblicati nella collana Pratiche Filosofiche
Colpa e sensi di colpa Buber Martin - Apogeo Education, 2008 - Pratiche Filosofiche
Martin Buber mostra in queste pagine come la colpa non sia riducibile alla dimensione psicologica del senso di colpa, ma abbia altre implicazioni, ben più importanti. Per lo psicoterapeuta non si tratta allora di liberare il paziente dal senso di colpa, quanto piuttosto di aiutarlo a elaborare la propria colpa in vista di una riconciliazione con se stesso, con gli altri e con il mondo. Colpa e sensi di colpa, qui tradotto per la prima volta in italiano e introdotto da una nota della figlia di Buber, diventa così un punto di riferimento per un dialogo a più voci sul rapporto tra oggettività della colpa e soggettività del senso di colpa, tra consulenza filosofica e psicoterapia, attraverso i contributi di Gian Pietro Quaglino (docente di Psicologia della formazione), Gianni Francesetti (psichiatra e psicoterapeuta della Gestalt) Umberto Galimberti (filosofo e psicoanalista), Andrea Poma (docente di Filosofia morale) Luca Bertolino (docente di Etica applicata), Ilaria Bertone e Ran Lahav (consulenti filosofici).
Prendersi cura di se stessi Balistreri Antonio G. - Apogeo Education, 2006 - Pratiche Filosofiche
Ci sono domande essenziali che ci poniamo nella nostra vita e dalla risposta che vi diamo dipende sostanzialmente il nostro modo di vivere. Sono domande ineludibili e il nostro vivere stesso consiste nel darvi risposta: il nostro modo di vivere, nei fatti, è una risposta a quelle domande. Già per il solo fatto di vivere ci si pone la domanda su ciò per cui valga la pena vivere. Il nostro vivere nei fatti finirà per dare una risposta a questa domanda, che lo vogliamo oppure no. Poiché vivendo ci diamo la pena di vivere, alla fine verrà pur fuori ciò per cui ci siamo dati la pena di vivere. Nessuno sa chi è prima di aver messo alla prova se stesso. L'uomo è così fatto da non andare incontro alla vita sapendo già di essere quel che è ma è destinato a incontrare se stesso nel corso della vita. In fondo la vita non serve ad altro e non deve servire ad altro, che a rivelare se stessi. Se ancora non ci siamo capiti alla fine della vita, allora abbiamo vissuto invano. Non c'è altro senso nella vita e nessun altro compito che quello di capire se stessi, di ritrovare se stessi nel corso e alla fine dell'esistenza. Si vive in sostanza non per altro che per capire chi siamo. La vita ci appare piena, quando possiamo intravedere in essa una forma. Aver dato forma alla vita è questo soltanto che può giustificare la nostra esistenza. Non è vero che non ci sia altro senso nel vivere che la vita stessa. Questo vale solo per chi si limita a vivere, per chi non ha altro che la vita. Ma l'uomo deve anche prendersi cura di se stesso.