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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Johan Levi pubblicati nella collana Cahiers
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- 9791257910365 Sull'Iliade
- 9791257910341 Le mie partenze
- 9791256148622 Per specula aenigmatis. 0-75
Storia degli antichi vasi fittili aretini. Con 3 tavole formato A3 Fabroni Marco Antonio Faralli S. (Cur.) - Johan & Levi, 2022 - Cahiers
L'area di Arezzo ha attirato fin dal Medioevo l'attenzione di collezionisti e studiosi di antichità per via dei sottili e lucenti "vasi rossi" che affioravano dal terreno con frequenza e in quantità. Si trattava di vasi dal rivestimento di colore corallino, spesso decorati a rilievo con motivi vegetali e scene figurate che suscitavano curiosità ed ammirazione, tanto da portare l'illustre aretino Giorgio Vasari a ricordarne i "leggiadrissimi intagli" e i viaggiatori stranieri in visita al museo di Arezzo inaugurato nel 1823 a citarli nei loro diari di viaggio. Sulla scia di tale attenzione, nel 1841 Marco Antonio Fabroni, aretino, studioso di antichità locali e direttore del Museo cittadino, pubblicò Storia degli antichi vasi fittili aretini, la prima monografia su questa significativa classe di ceramica da mensa, oggi nota nell'ambito degli studi archeologici come Terra Sigillata, di cui Arezzo fu importante centro produttivo. L'intento dell'opera era di fornire un quadro di sintesi di quanto fino ad allora noto su questi vasi, corredandolo di disegni. Tratto distintivo del volume è infatti l'edizione di nove tavole che riproducono 189 disegni, di estremo dettaglio e qualità, realizzati dall'artista e scultore aretino Ranieri Bartolini. L'approccio analitico e pragmatico di Storia degli antichi fittili aretini è ciò che rende ancora oggi questo volume una lettura degna di essere ripubblicata.
La fonderia di Bologna. Il ripostiglio di San Francesco nell'opera di Antonio Zannoni Bentini L. (Cur.) - Johan & Levi, 2026 - Cahiers
Un grande vaso di terracotta di età etrusca, 14.838 pezzi di bronzo tra cui oggetti e strumenti finiti (asce, fibule, coltelli, falcetti, rasoi) ma anche oggetti non rifiniti, scarti di lavorazione e pani grezzi di rame e altri metalli. Questo deposito di materiali da fonderia, scoperto nel 1878 nei pressi della Basilica di San Francesco a Bologna, è una eccezionale testimonianza dell'attività metallurgica e dell'importanza industriale della città in epoca villanoviana, tra la fine dell'VIII e l'inizio del VII secolo a.C. Il ritrovamento di questo "ripostiglio" si deve ad Antonio Zannoni, figura eclettica della Bologna di fine Ottocento che coordinò numerosi scavi dentro e fuori il tessuto urbano bolognese e si applicò alla documentazione dell'attività archeologica con rigore scientifico: rilievi degli scavi, catalogazione dei reperti, mappe, foto e relazioni accuratissime hanno reso i suoi documenti delle fonti inestimabili. Il volume, arricchito dalla prefazione di Laura Bentini e da estratti dei taccuini di scavo, ripropone e ricontestualizza il testo e le 56 tavole fotografiche con cui Zannoni documentò minuziosamente lo scavo e i ritrovamenti della cosiddetta "Fonderia di Bologna" .