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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Transeuropa pubblicati nella collana Girardiana
La spirale mimetica. Dodici studi per René Girard Barberi M. S. (Cur.) - Transeuropa, 2006 - Girardiana
Quest'opera riunisce saggi di importanti filosofi, antropologi, economisti, teologi e critici letterari, originari di vari paesi, che si richiamano tutti per gradi diversi al pensiero di René Girard. Inventario dei principali campi di studio e di ricerca aperti dalla teoria mimetica, queste "lezioni" ne raccolgono la sfida mettendo alla prova il ruolo svolto dai meccanismi d'occultamento della violenza nella costituzione degli ordini simbolici e culturali. La teoria mimetica permette a questi autori di rinnovare in profondità le basi delle loro discipline e rende possibile un sapere vitale della violenza.
Religioni, laicità, secolarizzazione. Il cristianesimo come «fine del sacro» in René Girard Barberi M. S. (Cur.) Morigi S. (Cur.) - Transeuropa, 2010 - Girardiana
René Girard, affermando che la Croce segna la "fine del sacro", e che è "la religione umana nel suo insieme che i Vangeli distruggono e le culture che ne derivano", si pone sulla linea di altri autori che individuano un rapporto di netta antitesi tra fede cristiana e religione: da Barth e Bonhoeffer ai teologi della "morte di Dio", da R. G. Collingwood a D. de Rougemont. Ma l'originalità di Girard sta anche in questa affermazione: "La morte di Dio è un fenomeno cristiano. L'ateismo nel suo significato moderno è un'invenzione cristiana." Un'ottica, questa, che non può che scompaginare le attuali diatribe tra le ragioni della laicità e quelle della fede: perché la laicità si profila come un valore cristiano essenziale, sino al punto che l'ultimo Girard di "Portando Clausewitz all'estremo" (Adelphi) può affermare paradossalmente che "il cristianesimo è l'incredulità". Gli interventi raccolti in questo volume intendono focalizzare ed attualizzare questa dimensione del pensiero girardiano.
Spazio sacrificale, spazio politico. Saggi di teologia politica e antropologia fondativa Barberi M. S. (Cur.) - Transeuropa, 2013 - Girardiana
Lo spazio politico viene in genere concepito come un luogo delegato alla conciliazione degli interessi e alla discussione pubblica e razionale, così da essere nettamente distinto da quella sacralità 'arcaica' che non troverebbe altra stanza fuori dall'età e dalla sensibilità preistorica. Contro questa tendenza interpretativa, i saggi radunati in questo volume contribuiscono, ciascuno per diversa via, a sviluppare l'ipotesi della violenza come cominciamento di tutti gli ordinamenti umani: un'assunzione metodologica che potremmo definire antropologia fondativa. Seppure ignorata dalle moderne teorie istituzionaliste e contrattualiste, la violenza di una prima appropriazione materiale e conoscitiva, separatrice e fondatrice dello spazio, investe cospicuamente il punto cieco dell'origine. Renderla visibile significa accettare la sfida non puramente teorica lanciata alla nostra epoca dalla relazione - forse malfida e problematica, ma certo ancora insuperata e perciò ancora investigabile - tra spazio sacrificale e spazio politico.