Libri di Bo
Bibliografia di Bo: tutti i libri in vendita online editi da Bompiani pubblicati nella collana Il Pensiero Occidentale
La consolazione della filosofia. Testo latino a fronte Boezio Severino Troncarelli F. (Cur.) - Bompiani, 2019 - Il Pensiero Occidentale
"La Consolazione della filosofia" è un'opera in prosa e in versi composta dal filosofo Severino Boezio durante la prigionia, fra il 523 e il 525. La Filosofia appare all'autore e lo invita a riflettere sulla vera felicità, senza farsi ingannare dai rovesci della fortuna. L'opera è una sintesi di temi della filosofia antica, riprende Platone e Aristotele, ma anche il pensiero degli Stoici e i Neoplatonici, e li armonizza con la riflessione di Agostino e con suggestivi richiami biblici. La Filosofia dimostra che gli uomini cattivi sono in realtà dei perdenti rispetto a chi segue la virtù: il male è assenza di bene e non-essere, e il saggio si assimila alla divinità, partecipando alla natura del Bene. L'eternità divina è «possesso perfetto e del tutto simultaneo di una vita senza fine», in cui tutti gli eventi contingenti, previsti in un'unica «visione», non sono predeterminati da Dio. Quest'affascinante riflessione di un condannato a morte, capace di trascendere il contingente e di tenere fisso lo sguardo sull'Eterno, avrà un grande successo nel Medioevo e influenzerà profondamente Dante. Il presente volume propone una nuova traduzione condotta sull'edizione critica del 2005.
Le differenze topiche. Testo latino a fronte Boezio Severino Magnano F. (Cur.) - Bompiani, 2017 - Il Pensiero Occidentale
"Le differenze topiche" è l'ultima monografia logica di Severino Boezio (ca 480-524 d.C.) scritta intorno al 522 d.C., poco prima della sua carcerazione e morte. L'opera, composta in quattro libri, illustra l'arte di risolvere ogni genere di questione mediante il ricorso a principi e schemi universali del ragionamento, chiamati 'luoghi', in grado di racchiudere e contenere entro se stessi lo sviluppo di tutte le argomentazioni poste a servizio di qualsiasi ambito disciplinare. Boezio ereditava tale insegnamento dalla tradizione greca e dalla tradizione latina: l'una risalente ai 'Topica' di Aristotele mediata attraverso Temistio e di natura eminentemente dialettica, l'altra proveniente dai "Topica" di Cicerone e di natura prevalentemente retorica. Alla luce delle divergenze riscontrate, Boezio intraprese la stesura del trattato su "Le differenze topiche" proprio allo scopo di mostrare la possibile via di conciliazione tra queste due tradizioni filosofiche e trasmettere una visione unitaria della materia. Ciò non poteva, tuttavia, avvenire senza che a nascere fosse al tempo stesso qualcosa di nuovo. Era, infatti, inevitabile che ad essere trasmessi fossero non soltanto due distinti insegnamenti, ma che ad emergere fosse anche l'originalità propria con cui Boezio operò la loro sintesi. Infine, il quarto libro, interamente dedicato alla retorica, conserva il dato più originale dell'opera, laddove il filosofo romano ha definitivamente riformato il modo di concepire quest'arte, fondando teoreticamente la direzione verso cui la retorica, insieme alla dialettica, deve guardare per
Opera poetica occitana. Testo occitano a fronte Bodrero Antonio Anghilante D. (Cur.) - Bompiani, 2011 - Il Pensiero Occidentale
Antonio Bodrero è forse il più grande visionario della poesia dialettale del Novecento. Nella sua opera aleggia un sentimento panico della natura, un animismo cristiano che vede in ogni albero un'anima, in ogni anfratto un sarvan (silvano), in ogni minimo fenomeno l'epifania del Dio evangelico, la conferma del suo amore verso le creature. Posseduto dal dono della trasfigurazione, Bodrero vede attraverso la poesia come tutto nell'universo si allacci e si tenga, dalle stelle ai lumi delle baite, dalle scintille del focolare al loro riverbero negli occhi dei bambini, in un concatenarsi analogico che fa della poesia un cammino, una "draio" (sentiero), un segmento visibile nell'infinito devolversi dell'immaginazione umana. E lutto ciò giocando magistralmente con una parola sempre reinventata, potenziata, scavata nelle sue radici antiche. Attraverso la poesia di Bodrero la lingua della minoranza occitana in Italia ha dunque compiuto un salto epocale: da patuà disprezzato, dialetto minoritario destinato all'estinzione, a lingua aulica, sublime, vertigine di mistero capace di parlare non solo all'eccitano che riscopre la sua identità alienata, ma, nel suo respira universale, all'umanità intera. Con l'occitano Bodrero, come già era avvenuto con il provenzale Mistral dell'Ottocento, l'antica lingua d'oc dei trovatori la prima grande letteratura romanza dell'Europa medievale, esce dal sonno dei tanti secoli e ritrova prodigiosamente lo splendore lo splendore delle corti duecentesche.