Libri di Bo
Bibliografia di Bo: tutti i libri in vendita online editi da Orthotes pubblicati nella collana Rendere Visibile
Prossime uscite della collana Rendere Visibile
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788893145800 Aporie
L'aurora inapparente. «Upanishad», Bruno e Böhme nella metafisica giovanile di Giorgio Colli Boi Ludovica - Orthotes, 2024 - Rendere Visibile
La filosofia di Giorgio Colli si sviluppa nel profondo dialogo con il misticismo. Quest'ultimo permette di significare l'altrove della ragione moderna, il cui problema è per Colli la perdita del nesso con ciò che la origina. La concezione di un logos sostanziale, infatti, ha oscurato il rapporto tra logico e prelogico, che Colli intende come espressione, ricorrendo, cioè, all'ipotesi di un elemento immediato che precede la ragione e nel quale essa culmina e rifluisce. Nel misticismo il logos torna a essere espressione, in quanto l'unico modo in cui può darsi è come segno di un'esperienza. Questo libro intende ricostruire i punti di contatto storici e tematici tra la genesi della filosofia dell'espressione e alcuni capisaldi del misticismo filosofico occidentale e orientale: l'esperienza della non-dualità di individuo e cosmo nell'antichissima dottrina indiana è posta in continuità con gli insegnamenti dei primi pensatori greci, per i quali l'intuizione è sovraordinata all'orizzonte discorsivo. Il dio desiderante di Böhme, il personaggio del furioso eroico che anima le pagine di Bruno, sono figure che tentano di saldare la cesura tra pensare ed essere. A ciò guarda Colli per restituire al logos la memoria del prelogico e per interpretare le nostre vite individuali come espressione dell'Uno-tutto.
Il vuoto e la differenza. Decostruzione e vacuità della metafisica Bon Emma Lavinia - Orthotes, 2026 - Rendere Visibile
Il pensiero di Jacques Derrida muove da un'intuizione fondamentale: che le strutture concettuali della metafisica sono determinate in maggior misura da ciò che occultano o rifiutano piuttosto che da quanto pretendono di affermare. Se, quindi, è vero che la metafisica occidentale è stata dominata da un persistente horror vacui, è allora necessario ammettere che in essa il vuoto è presentissimo - come se la sua inconsistenza ne rendesse impossibile la definitiva cancellazione. L'horror vacui rappresenta il rifiuto, da parte della metafisica, di scoprire la vacuità delle proprie strutture che la decostruzione porta, invece, a manifestazione. La decostruzione mostra, in altri termini, la persistenza del vuoto nella divaricazione differenziante sempre in atto all'origine di ogni cosa. Il vuoto è immanente alle cose in quanto insistenza, in esse, della loro originaria infondatezza. Tale complicità tra vuoto e differenza è articolata, all'interno di questo libro, in un itinerario che muove dal vuoto democriteo alla kenosis mistica, giungendo infine alla ?ûnyatâ, la vertiginosa vacuità che, nella tradizione buddhista, è il centro vuoto, centripeto e centrifugo, di ogni esperienza mondana.