Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Fusta Editore pubblicati nella collana Finisterre
Frontiera judaica Carassale A. (Cur.) Littardi C. (Cur.) - Fusta Editore, 2021 - Finisterre
Il volume,ha l'ambizione di percorrere molte strade e di dare spazio ad approcci storiografici differenti; affronta il tema della presenza ebraica nel contesto ligure-provenzale con una visuale nel contempo larga e profonda e soprattutto in un'ottica diacronica, par- tendo dai secoli medievali e giungendo agli anni delle persecuzioni razziali. In questo spazio transfrontaliero tradizionalmente omogeneo, frutto di continui interscambi culturali,mercantili e umani,si muovono gli autori, i cui meriti risiedono soprattutto nell'avere utilizzato fonti primarie inedite e nello stimolare la riflessione sui fatti e gli avvenimenti presentati.
La fabbrica del volo. Industria, aviatori e memoria della Grande Guerra in Liguria Caffarena F. (Cur.) Stiaccini C. (Cur.) - Fusta Editore, 2018 - Finisterre
Nel Primo conflitto mondiale, repentini processi di militarizzazione territoriale portarono la Liguria ad assumere un ruolo strategico in campo aeronautico, grazie alla presenza di attività industriali (Ansaldo, Piaggio, Cives), presidi militari e basi aeree distribuite lungo tutta la costa e nell'entroterra. Gli investimenti nella produzione di moderni e affascinanti velivoli militari - tra cui il famoso Ansaldo SVA protagonista con Gabriele D'Annunzio del volo su Vienna nell'agosto del 1918 - furono destinati a segnare in modo profondo e duraturo lo sviluppo industriale post-bellico; mentre l'impatto evocativo della guerra aerea impresse a lungo nella memoria collettiva i nomi e le azioni di numerosi aviatori liguri presenti nei cieli di guerra, contribuendo ad alimentare la costruzione del mito aviatorio italiano.
Nella notte straniera Cavaglion Alberto - Fusta Editore, 2025 - Finisterre
Tra il 1939 e il 1943 il susseguirsi di tragici eventi in Europa favorì il convergere lungo l'arco alpino occidentale di una cospicua quantità di ebrei in fuga dalle persecuzioni. Le leggi razziali in Italia, lo scoppio della seconda guerra mondiale e la conseguente invasione della Francia meridionale da parte degli italiani, poi la conquista di Parigi da parte dei tedeschi formularono una sorta di fatale legge di gravità, capace di attrarre decine e decine di famiglie: donne, anziani e bambini, che ripararono prima lungo la costa che unisce la Riviera di Ponente e la Costa Azzurra (si pensi a Walter Benjamin o Arthur Koestler), poi lungo il versante francese delle montagne che salgono dalla valle della Vésubie su fino all'Alta Savoia. La maggior parte di loro erano "stranieri", giunti in Italia dopo il 1933, o fuggiti da Parigi invasa dalle SS. Polacchi, russi, ungheresi, austriaci. Tra Nizza e St Martin vissero un periodo di relativa tranquillità, che di poco precede la fuga attraverso i valichi alpini al seguito di una armata in rotta, l'incerto domani in un'Italia occupata dai nazisti. Per una parte di loro l'arrivo in Italia volle dire prima l'internamento nel campo di Borgo S. Dalmazzo, poi la deportazione ad Auschwitz. Per i sopravvissuti le valli cuneesi furono terra d'asilo fino alla Liberazione. Una vicenda di grande intensità emotiva, ma un problema non semplice da spiegare per gli storici. Come sciogliere infatti la contraddizione di un paese come l'Italia, che s'era dato una legislazione razziale feroce, ma alla ferocia rinuncia quando si trova a convivere con le strategie di sterminio dell'alleato e un regime come quello collaborazionista di Vichy?