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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Rizzoli pubblicati nella collana La Grande Storia

Raccolto di dolore. Collettivizzazione sovietica e carestia terroristica libro
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LIBRO   9788817178921

Raccolto di dolore. Collettivizzazione sovietica e carestia terroristica Conquest Robert   -  Rizzoli, 2023  -  La Grande Storia

"Quando Conquest cominciò le ricerche per il libro alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, molta documentazione oggi conosciuta non era accessibile, eppure egli comprese il nesso tra la questione contadina e quella nazionale" (dalla prefazione di Marco Clementi). Pubblicato per la prima volta nel 1986, "Raccolto di dolore" è stato il primo libro a parlare in maniera esplicita di grande carestia organizzata, rompendo così la congiura del silenzio e costringendo il mondo accademico e l'opinione pubblica in generale a fare i conti con il più colossale e impressionante occultamento della storia contemporanea. Su incarico dell'Università di Harvard, Conquest realizza il primo, e per molti anni unico, completo resoconto storico di una delle più drammatiche e devastanti serie di eventi del mondo moderno: l'atroce moria per fame che tra il 1932 e il 1933 uccise in Ucraina milioni di persone. Dopo la sua pubblicazione, il libro è stato criticato in più occasioni dai filosovietici che lo liquidarono come "menzogna controrivoluzionaria" e bollandolo come utile solo a "servire i bisogni politici dell'anticomunismo"; ma è davvero raro, ormai, trovare qualcuno in grado di individuare una seria giustificazione all'operazione di sterminio deliberato voluta da Stalin, o di affermare che il regime che ha perpetrato tale rovina sia stato qualcosa di diverso da un disastro intellettuale, morale, demografico ed economico. E oggi che l'invasione russa dell'Ucraina rimette in discussione l'indipendenza nazionale, questo libro di ricerca, che è anche una storia appassionata, riconferma più che mai il proprio valore. "Il primo e definitivo racconto della carestia genocida di Stalin contro l'Ucraina." (dalla postfazione di Federigo Argentieri)

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Il massacro di Addis Abeba. Una vergogna italiana libro
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LIBRO   9788817101820

Il massacro di Addis Abeba. Una vergogna italiana Campbell Ian   -  Rizzoli, 2018  -  La Grande Storia

Ci sono pagine della storia d'Italia che conosciamo ormai a memoria, e altre su cui ancora non è stata scritta la parola "fine". E poi ci sono le pagine dimenticate, relegate all'oblio perché troppo dolorose. Anche quelle, però, fanno parte del nostro passato. In questo caso, del nostro passato di "potenza coloniale". La mattina del 19 febbraio 1937, ad Addis Abeba, il viceré Rodolfo Graziani e le autorità italiane che da nove mesi governano un terzo dell'Etiopia celebrano la nascita del primo figlio maschio del principe Umberto di Savoia. Ma un gruppo d'insorti riesce a superare i controlli e, all'improvviso, otto bombe a mano seminano il caos tra quei notabili. Di fronte al bilancio - sette morti e decine di feriti, compreso lo stesso Graziani - il Duce ordina la repressione: "Tutti i civili e religiosi comunque sospetti devono essere passati per le armi". È così che si scatena uno dei massacri più ignobili della parentesi coloniale italiana: giorni di terrore, tra omicidi e saccheggi, durante i quali migliaia di innocenti vengono trucidati con sistematica brutalità. Repressione che culmina, nel maggio dello stesso anno, con l'eccidio di centinaia di monaci, preti e pellegrini cristiani della Chiesa copta, tutti disarmati, radunati nel monastero di Debra Libanos. Intanto, le Camicie nere ne approfittano per azzerare l'intellighenzia etiope, in un vero e proprio pogrom. Con precisione accademica e passo narrativo, Ian Campell ricostruisce in questo saggio una delle atrocità meno conosciute del regime fascista, analizzandone premesse e conseguenze, senza fare sconti a nessuno. Prefazione di Richard Pankhurst.

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LIBRO   9788817119689

1919. La grande illusione. Dalla pace di Versailles a Hitler. L'anno che cambiò la storia del Novecento Conze Eckart   -  Rizzoli, 2019  -  La Grande Storia

28 giugno 1919, Palazzo di Versailles. Nella stessa reggia che mezzo secolo prima aveva ospitato la proclamazione del Secondo Reich, siedono i rappresentanti di quarantaquattro Stati chiamati a ratificare il trattato che metterà la parola fine alla Grande Guerra. Un evento di portata globale, che - per la prima volta nella storia - attira l'attenzione massiccia di media e opinione pubblica. Sulla conferenza di pace si appuntano speranze, progetti e aspirazioni di natura diversa: richieste di indipendenza e autodeterminazione, bisogno di stabilità, l'esigenza di sancire un nuovo ordine che garantisca la concordia internazionale, ma anche desideri di rivalsa, spinte nazionalistiche, richieste di giustizia. E, su tutto, la rabbia delle popolazioni coinvolte nel conflitto. Elementi difficili da conciliare. Tanto che, già negli anni Trenta, in molti avrebbero attribuito alle scelte compiute in quella sede la responsabilità di ciò che si iniziava a delineare: la fine della Repubblica di Weimar, l'ascesa al potere dei nazisti e l'avvento della Seconda guerra mondiale. A cent'anni dalla controversa conferenza di pace, questo volume ne propone al lettore un bilancio lucido e scevro da pregiudizi, basato su una ricostruzione puntuale, precisa, documentata e al contempo avvincente. Eckart Conze ci mostra come il conflitto sia continuato nelle menti e negli animi di popoli piagati dagli scontri e infiammati dalla propaganda. Mentre antichi imperi venivano cancellati dalle cartine e nuovi Stati nazionali reclamavano il proprio spazio, le lotte proseguirono. E quella pace che nessuno voleva si mostrò presto per ciò che era realmente: una grande illusione.

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